Scontro fra tribù canadesi e ambientalisti americani sugli orsi polari nel Nunavut, il territorio del Nord del Canada dove vivono circa 55 mila Inuit. Che vanno avanti con un'economia che dipende soprattutto dai guadagni in arrivo ogni anno dal commercio di pelli e carni ricavate dall'uccisione di circa 300 orsi bianchi, ovvero il 77 per cento del mercato globale di questi prodotti. Lo scrive La Stampa.
Le associazioni a stelle e strisce per la difesa degli animali hanno convinto il "Centro per la diversità biologica" di Washington a chiedere al ministero dell'Interno di aprire una procedura di infrazione degli accordi "Nafta" sul commercio bilaterale contro i canadesi, mettendo in risalto i rischi di estinzione dei grandi animali polari, aumentati a seguito dei cambiamenti climatici.
Quarantatré deputati della Camera dei Rappresentati hanno preso a cuore l'iniziativa e il Congresso di Washington è pronto a discutere un rafforzamento delle norme nazionali per la difesa degli orsi bianchi che potrebbero avere effetti immediati sul "Nafta", obbligando così il Canada a bloccare la caccia degli Inuit.
Per il Nunavut è "una seria minaccia alla nostra economia", come rivela Terry Audla, presidente del "Tapiriit Kanatami" che riunisce tutti i rappresentanti delle tribù, spiegando che "gran parte delle nostre entrate provengono da questo tipo di commercio". Audla contesta la "crociata in corso contro di noi" anche per il fatto che "gli animalisti ignorano che durante i mesi dell'anno nei quali ci sono 24 ore al giorno di tenebre gli orsi polari entrano nei villaggi minacciando la nostra sicurezza" e quindi "dobbiamo poterci difendere, non si può preferire la loro vita alla nostra".
Lo scontro a distanza fra tribù di cacciatori e gruppi animalisti Usa continua. Mentre il governo di Ottawa sta zitto e si limita a fare nuovi accertamenti nell'Artico. In due casi, nel Kane Basin e nella Baffin Bay, le ispezioni hanno dimostrato che il calo della popolazione degli orsi polari non dipende dai cambiamenti climatici ma dall'opera dei cacciatori. Ed è proprio sulla base di questi risultati che la quota annuale di orsi per i cacciatori è stata ridotta da 1.200 a 700. E ora potrebbe essere ulteriormente diminuita, anche se Ottawa precisa che "chi ne uccide di più sono bracconieri della Groenlandia".
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