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OLBIA: DONATELLA, DAL SET DEI FILM ALLA CURA DEI CANI PIU' SFORTUNATI

Lunedì, 05 Novembre 2012

Turri, 69 anni, ex attrice, dedica la vita ai randagi

OLBIA: DONATELLA, DAL SET DEI FILM ALLA CURA DEI CANI PIU' SFORTUNATI
Dopo una vita anche da attrice, ha deciso di salvare cani torturati, feriti, abbandonati. Donatella Turri, ex attrice di 69 anni sardo-veneta, racconta alla "Nuova Sardegna": "Fellini mi diceva che ero troppo "pispoletta" per la parte che nella Dolce Vita fu poi affidata a Valeria Ciangottini, eppure nonostante gli occhi malandrini e quella mia aria sbarazzina io già allora avevo un'unica grande passione: non il cinema, ma gli animali. I randagi. I gatti. Tutte le bestie. Persino i topi". Donatella abita adesso sulle colline di San Pantaleo, una frazione di Olbia. Dopo tante esperienze internazionali in giro per il mondo, adesso si accontenta - si fa per dire - di un gommone di cinque metri e di una casa con una meravigliosa vista sul mare della Costa Smeralda, popolata da undici meticci raccolti per strada e tre gatti dimenticati dai vecchi proprietari.
“Risate di gioia” nel 1960, “Che gioia vivere” l'anno dopo e nel ’62 la protagonista in “La cuccagna”. Una carriera di tutto rispetto per Mario Donatella Turri Gandolfi. Che, dopo una vita sul set, ha deciso di trasferirsi definitvamente in Sardegna. "Ho avuto a lungo un appartamento a Porto Cervo, ma l'ho venduto per comprare questa tenuta di quasi due ettari a San Pantaleo dove i cani possono stare meglio – spiega oggi Donatella – Qui a casa, l'ho chiamata Abba Ilde, vivono randagi che in passato sono stati sottoposti a sevizie feroci". Adesso hanno tra i 10 e i 2-3 anni. Con loro, un paio di cuccioli che presto troveranno altri proprietari amorevoli. Mentre due cani da caccia abbandonati da automobilisti sulla provinciale che porta al paese sono stati sistemati, sempre da Donatella, in altrettante cucce lungo la viuzza che porta a casa sua.
Per via dei continui Sos che arrivano dalla Lida di Olbia, la residenza dell'ex attrice è una specie di polo per aiutare animali sofferenti. Dove i micioni Alice, Zazà e Taitù riescono a convivere alla grande con i cani. E poi i cani randagi, che l'ex attrice conosce come le proprie tasche: "Si chiamano Natalino, Virgola, Schumy, Ciro, Tobia, Belinda, Lothar, Arturo, Rambo, Lulù e Minnie. Uno era stato scaraventato nella campana del vetro: per segare il cassonetto abbiamo dovuto pagare il Comune. Un altro sepolto incaprettato, solo la testa fuori dalla terra. Un altro era finito nel laccio di un bracconiere. Un altro ancora aveva la colonna vertebrale frantumata, solo il 50% di possibilità di sopravvivere a un intervento durante il quale gli hanno applicato tante placche metalliche: per mesi sono stata china sul pavimento con lui per aiutarlo a camminare, è lui Schumy, ora è veloce come una lepre".
Lei non lo ammette, ma pur di salvarli ha speso decine di migliaia di euro. "Adesso non sono più ricca, eppure quando vedo un animale soffrire non so resistere e lo aiuto", conclude la signora.

Commenti (1)

  • M.Elisa

    M.Elisa

    08 Novembre 2012 at 16:41 |
    brava! una gemma lucente in quel deserto che è la Sardegna

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