All'inizio del 1980 c'erano oltre un milione di elefanti, ma in quel decennio ne sono stati uccisi 600 mila per i prodotti in avorio. Oggi, in Africa, ne rimangono forse non più di 400 mila, secondo Samuel Wasser della "University of Washington", a Seattle, negli Usa, che è largamente riconosciuto come un'autorità in materia. È una tragedia al di là delle stime e ora bisogna prestare attenzione alla situazione degli elefanti prima che sia troppo tardi. Lo rivela alla CNN il fotografo e film-maker Cyril Christo.
Negli ultimi anni un'impennata epica del bracconaggio è ripresa per colpa della richiesta di avorio nel mercato asiatico e soprattutto in Cina, dove questo materiale è in vendita per oltre 1.500 dollari (circa 1.200 euro) al chilo.
E, ancora, recentemente, Julius Kipng'etich, capo del Wildlife service del Kenya, ha rivolto nella Library del Congresso di Washington DC un appello senza precedenti al mondo per salvare gli elefanti africani e del Kenya dalla piaga del bracconaggio, per cui negli ultimi anni decine di migliaia di animali sono stati decimati. E questo appello, frutto della determinazione della nazione africana, arriva dopo la decisione di dare fuoco a circa dieci tonnellate di avorio, lo scorso luglio, vicino al parco nazionale di Tsavo, in una dimostrazione di disprezzo nei confronti dei distruttori di elefanti e di disgusto per la ripresa del bracconaggio. Se il livello di uccisioni resta così alto, se gli elefanti continuano ad essere macellati per ninnoli e statuette, tra dieci anni, la maggior parte degli elefanti in Africa sparirà. E, con loro, un simbolo ineffabile di maestà e meraviglia di un intero continente.
La recente audizione al Senato di Washington DC sull'argomento ha messo in risalto l'importanza di questo problema. Mentre è in gioco il destino la fauna selvatica, il dottor Ian Douglas Hamilton, fondatore di "Save the elephants", John Scanlon, segretario generale della Convenzione sul commercio internazionale delle specie minacciate (CITES) e il senatore John Kerry, hanno sottolineato non solo le implicazioni del bracconaggio degli elefanti e della fauna selvatica, ma anche il fatto che le organizzazioni criminali fanno miliardi sul commercio illegale di animali, nonché l'impatto sulle popolazioni locali in Africa, sulla sicurezza globale e persino sul terrorismo.
Una volontà urgente e concertata a livello internazionale è necessaria per finanziare il rafforzamento delle leggi per proteggere ciò che resta degli elefanti del mondo.
La crescita della popolazione umana è la preoccupazione maggiore: ecco che i percorsi millenari di migrazione degli stessi elefanti sono stati smantellati. Ma pure i cambiamenti climatici mettono a rischio la vita di questi stupendi animali.
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