GREEN HILL, I VETERINARI CHE VOGLIONO I TEST SUGLI ANIMALI

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Al vertice di SIVAL 3 su 4 dipendenti di farmaceutiche

Che interessi difendono i veterinari? I presidenti dell’Associazione nazionale medici veterinari italiani (ANMVI) e quello della Società italiana animali da laboratorio (SIVAL), affiliata alla prima, ritengono opportuno scrivere al Capo dello Stato Giorgio Napolitano perché salvaguardi l’articolo 9 della Costituzione (promozione della ricerca scientifica), evidentemente “minacciato” dalla furia animalista. “Ci appelliamo alla Presidenza della Repubblica – affermano Marco Melosi e Massenzio Fornasier – affinché il Parlamento possa legiferare senza intimidazioni e il dibattito all’interno della società civile rientri nell’alveo della democrazia e del rispetto dei valori della Costituzione”.
Il tema è ovviamente il recepimento della direttiva europea sulla protezione degli animali per usi scientifici. In concomitanza con le fasi salienti dell’iter parlamentare, scrivono i due presidenti più piccoli al Presidente più grande, “abbiamo assistito ad episodi e manifestazioni che hanno travalicato la legalità e la democrazia”. Le voci della società civile e della comunità scientifica a favore di un recepimento aderente ai principi europei, giudicati adeguatamente protezionisti nei riguardi degli animali utilizzati, “sono state vittime di insulti e di linciaggio mediatico. Come cittadini e come medici veterinari- dichiarano nella lettera al Quirinale- riteniamo che i principi costituzionali della tutela della salute umana e della libertà della ricerca scientifica ad oggi non possono ancora essere realizzati senza l’utilizzo di animali. Il passaggio diretto dai sistemi in vitro all’essere umano rischia di determinare delle conseguenze per la salute umana, che nessuno è in grado di stimare, e per questo è inaccettabile”. Sempre secondo i due presidenti, ricercatori, medici, scienziati e medici veterinari del Paese “non potrebbero proseguire nella conoscenza delle malattie che ancora affliggono gli animali e i cittadini di questo Paese e nello sviluppo di nuove terapie nelle quali i pazienti e le loro famiglie ripongono la speranza per il loro futuro”.
Aggiungono Melosi e Fornasier: “Coloro che in nome del protezionismo animalista ritengono che il Parlamento italiano debba adottare misure superiori al livello regolatorio previsto dalla Commissione europea, oltre a porsi contro i principi di recepimento, non hanno esitato ad esercitare pressioni sulle istituzioni della Repubblica (esattamente quello che stanno legittimamente facendo i presidenti di Anmvi e Sival con la loro lettera alla massima istituzione della Repubblica, ndr) per condizionare, anche con modalità violente di aggressione verbale, l’istituzione parlamentare”.
Riformuliamo la domanda iniziale: che interessi difendono i veterinari della SIVAL? Basta spostarsi un po’ sul loro sito, precisamente sul link “La società”, per alimentare qualche legittimo sospetto. Stando al trafiletto “Struttura ed organizzazione”, il presidente Fornasier è dipendente di industria farmaceutica. Il vicepresidente Petrocelli è dipendente di industria farmaceutica. Il tesoriere Carù è – indovinate un po’ – dipendente di industria farmaceutica. Per fortuna il segretario Castaldo non lo è, sennò sarebbe finita 4 a 0.

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