CONTRO IL FOIE GRAS, OVVERO: LA TORTURA COME APERITIVO

CONTRO IL FOIE GRAS, OVVERO: LA TORTURA COME APERITIVO

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Una petizione a Bruxelles ne chiede il bando in Europa

Pochi attimi per mangiare una tartina spalmata di paté di fegato d’oca. Tanto basta ad un uomo. Ma quel sottile strato di foie gras costa indicibili torture all’oca, prima che una morte liberatoria metta fine alle sue sofferenze. La produzione di foie gras è illegale in molti paesi d’Europa, quelli che vietano l’alimentazione forzata degli animali per scopi non medici, cioè sei delle nove Province dell’Austria, la Repubblica ceca, la Danimarca, la Finlandia, la Germania, l’Irlanda, l’Italia, il Lussemburgo, la Norvegia, la Polonia, la Svezia, la Svizzera, l’Olanda e il Regno unito. Ma in Bulgaria e Ungheria, i maggiori esportatori, l’allevamento delle oche da paté è una voce importante nelle entrate economiche nazionali. Ora un gruppo di cittadini europei, su “care2”,  ha lanciato una petizione on line – che ha già raggiunto oltre 30 mila adesioni – per chiedere alla Commissione europea di mettere al bando la produzione e l’importazione del foie gras in Europa.
Il metodo di allevamento è terribile. I piccoli nascono in una incubatrice e le femmine vengono eliminate alla nascita. Hanno un fegato troppo “nervoso” che non garantisce la qualità del prodotto. Così le anatroccole sono gettate vive in grandi tritacarne e utilizzate per la produzione di farine animali o eliminate con gas letali, lasciate morire in grandi sacchi perché materiale di scarto. Gli “idonei”, invece, sono nutriti per ingozzamento: la pratica consiste nel somministrare attraverso un tubo di metallo della lunghezza di 30 centimetri, inserito nel becco dell’animale per raggiungere direttamente lo stomaco, una quantità molto elevata di cibo. Gli allevamenti intensivi agiscono utilizzando una pompa idraulica o pneumatica per le oche 18 giorni, due volte al giorno, e per le anatre 15 giorni quattro volte al giorno.
Peraltro gli animali vivono, se quella è vita, in piccole gabbie dalle dimensioni ridottissime che non permettono loro di muoversi o di distendere le ali. Il risultato di questo trattamento è che il fegato delle anatre raggiunge dimensioni addirittura 10 volte superiori rispetto al normale: una grandezza non naturale, ma economicamente soddisfacente.

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