"Vade retro, Damien Hirst!"

"Vade retro, Damien Hirst!"

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La tenacia di Bruna Monami, responsabile della sezione Leal di Arezzo, è stata premiata. Sono più di 17.000 le firme sinora raccolte dalla petizione contro la “Pecora nera con il corno d’oro”, morta e immersa in un contenitore pieno di formaldeide dall’inglese Damien Hirst, l’artista (?) più pompato dagli anabolizzanti delle battiture d’asta. L’opera d’arte (?) in questione, posizionata accanto a una mummia egizia e a calchi pompeiani, farà disgustosa mostra di sé alla rassegna “Icastica 2014” fino al 31 ottobre. Non è stato possibile rispedirla al mittente (ci sono troppi interessi in ballo, primo fra tutti il prestito dello sventurato animale da parte della Collezione Prada), ma il messaggio al sindaco di Arezzo Giuseppe Fanfani e all’assessore alla Cultura Pasquale Macrì è giunto forte e chiaro: perché mai dovremmo prostrarci alle immonde spettacolarizzazioni di Mr. Hirst, che oltretutto è recidivo? Basti ricordare il suo curriculum che mette sadicamente in fila larve di mosca fatte schiudere in una teca, sollecitate a raggiungere una testa di mucca in decomposizione e fulminate a metà percorso; e poi squali in conserva, mucche e vitelli sezionati a metà, farfalle tropicali montate su una tela dipinta di vernice lucida monocroma o disposte in collage con migliaia di ali staccate. Per questo artista (?) è fin troppo evidente che “pecunia non olet”. Tantomeno gli animali, che per lui equivalgono ad assegni in bianco. Nella lettera aperta indirizzata al sindaco, inviata insieme ai delegati di Enpa, WWf, Lav e Oipa, viene sottolineato che “uccidere animali o sacrificarli per cosiddette ‘opere d’arte’ messe in atto allo scopo di richiamare attenzione non ha, e non può avere, alcuna giustificazione artistica. È, e rimane, un atteggiamento diseducativo non rispettoso della vita”. I cittadini di Arezzo l’hanno compreso appieno firmando la petizione. E, a sostegno della protesta, migliaia di altre firme sono state raccolte da ogni parte del mondo. Convergendo idealmente in un “Vade retro per sempre, Damien Hirst!”.

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