COREA, LE INDICIBILI SOFFERENZE DEGLI "ORSI DELLA LUNA"

COREA, LE INDICIBILI SOFFERENZE DEGLI "ORSI DELLA LUNA"

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Una petizione internazionale per fermare l’orrore

Orsi costretti a vivere in gabbie piccolissime e con il ventre aperto per far uscire la bile attraverso una cannuccia di metallo che viene poi raccolta per essere venduta come medicinale. Accade ancora oggi nella Corea del Sud, il Paese delle grandi contraddizioni, diviso tra iper – tecnologia, modernismo, sviluppo industriale e ancestrali quanto inutili pratiche più superstiziose che scientifiche. In teoria il governo della Corea avrebbe vietato l’uso delle cannucce metalliche così come il commercio della cistifellea, ma sono numerose, come denunciano le associazioni, le gabbie “casalinghe” per la produzione dell’ingrediente ritenuto necessario per confezionare medicine miracolose. La pratica è condannata anche a livello internazionale e un accordo siglato anche dalla Corea, avrebbe dovuto mettere la parola fine alla produzione di bile. Secondo l’associazione “Moon bears”, in realtà le autorità coreane non fanno nulla per dissuadere le” fabbriche di orsi”, pensando anzi di regolarizzare un settore che può vantare un giro di affari notevole. Nonostante esistano norme per la gestione delle “bears farm”, secondo le associazioni animaliste, il Governo coreano non monitora né conduce ispezioni per assicurarsi che le condizioni di cattività degli orsi rispondano alle leggi che regolamentano il settore. Tanto che la maggior parte dei negozi di medicina orientale della Corea, continua a vendere sottobanco, i medicinali che utilizzano la bile dell’orso come ingrediente principale, nonostante un sondaggio di Green Korea dimostri come la stragrande maggioranza delle popolazione del Paese asiatico sia contraria alla pratica. Il numero di esemplari in Corea è ovviamente sceso drammaticamente negli ultimi decenni e gli esemplari detenuti in cattività sono orsi neri del Nord America, importati prima che questo commercio venisse messo fuori legge.
E’ particolarmente fiorente anche la vendita di zampe ed altre parti macellate dell’orso, che rendono ancora più intollerabile la situazione Coreana, se paragonata a quella di altri paesi asiatici come Cina e Vietnam che già hanno vietato e messo al bando le “fabbriche di orsi”. All’indirizzo www.moonbears.org – da cui sono tratte le foto di questo articolo – è possibile aderire alla petizione on line per dire basta alle “bears farm” e richiamare la Corea ai propri impegni.

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