In vacanza rispetta la natura

In vacanza rispetta la natura

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Capita ogni tanto, durante le ferie estive, di vedere vacanzieri (anche quelli che dovrebbero dare il buon esempio) raccogliere stelle marine, cavallucci, molluschi, granchi o altri piccoli animali del mare o portarsi via come “souvenir” la sabbia o i ciottoli dell’arenile (soprattutto se hanno un colore o una composizione particolare).

A parte il fatto che le leggi puniscono certi comportamenti, non è questo il modo di trattare i delicati ecosistemi costieri. Tanto più che il turista incivile non si limita a “prelevare”, ma “disperde” inquinanti di ogni genere: fazzolettini di carta, mozziconi di sigaretta, gomme masticate, bottiglie di plastica. Pochi sanno, per esempio, che le cicche di sigaretta (in Italia ne gettiamo via 72 miliardi all’anno) o di sigaro e in generale i residui del packaging del tabacco rappresentano da soli il 40 per cento dei rifiuti marini. E la natura impiega da uno a cinque anni per “decomporre” un filtro di sigaretta. Per una cannuccia ce ne vogliono almeno venti. Un accendino di plastica può durare secoli. Una bottiglia dello stesso materiale probabilmente non sarà mai smaltita del tutto.

Ridurre al minimo l’impatto della nostra vacanza vuol dire andarsene con una grande soddisfazione in più: aver contribuito, nella maniera più concreta, alla tutela di un bene che appartiene a tutta l’umanità e che dobbiamo consegnare alle future generazioni. E’ il modo migliore per “ringraziare” la natura della bellezza che abbiamo goduto e della serenità che ci ha donato.

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