CONOSCERE E AMARE LA NATURA IN TUTTA ITALIA: ECCO LA FESTA DELLE...

CONOSCERE E AMARE LA NATURA IN TUTTA ITALIA: ECCO LA FESTA DELLE OASI DEL WWF

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Oltre 100 oasi e 37 riserve del corpo forestale aperte e gratis in tutta Italia. L’appuntamento con la festa delle Oasi Wwf è fissato per domenica 20 maggio. In programma ci sono anche parecchie iniziative per divertirsi in compagnia, nel bel mezzo della natura, e per  imparare a tutelare i paesaggi.
E da sabato 19 iscrizioni aperte per il progetto “Giovani protagonisti per la natura” sul sito giovaniprotagonistwwf.it. L’associazione del panda è alla ricerca di 3.200 giovani, di età compresa fra i 18 e i 35 anni, che partecipino da giugno a ottobre ad attività speciali per conoscere e salvaguardare con creatività il territorio. In tutta Italia 32 oasi Wwf sono trasformate in laboratori “verdi” di apprendimento.
Ecco una vera e propria festa della natura. E, dopo il successo dell’edizione dell’anno scorso con il salvataggio di due nuovi boschi, il Wwf lancia la nuova campagna “Un mare di Oasi per te”, ideata per salvare tre spiagge in Sardegna, Puglia e Veneto.
La celebrazione, intanto, regala un’occasione unica per scoprire, accompagnati dagli esperti dell’associazione, più di 30 mila ettari di natura del nostro Paese. Non solo spiagge e boschi, ma anche fiumi, montagne e lagune, oltre a decine di specie animali e vegetali, comprese quelle a rischio di  estinzione. La festa di quest’anno è una giornata dedicata pure al divertimento e al relax. Nel corso della manifestazione, c’è anche la possibilità di seguire percorsi sensoriali, assistere a spettacoli e a musiche tradizionali, fare pic-nic all’aria aperta e comprare, perché no, qualcosina in uno dei tanti mercatini biologici.
Ecco, allora, le tre aree costiere da salvare. Partiamo dalla Sardegna con l’oasi Scivu ad Arbus, collocata in uno dei tratti più belli del litorale della Sardegna. Un paradiso di 200 ettari di dune alte sabbiose e macchia mediterranea, definita “parlante” perché agitata dal vento di maestrale, in cui è possibile imbattersi anche nel cervo sardo. L’area, anche se tutelata dalle leggi regionali ed inserita tra le zone d’importanza comunitaria, è minacciata dal taglio della vegetazione e, in particolare, degli spettacolari ginepri secolari; dal passaggio fuoripista e sulle dune dei fuoristrada, oltre che dall’abbandono di rifiuti.
E passiamo poi all’oasi-riserva naturale Le Cesine, in Puglia. Questa spiaggia ospita tra le sue dune l’habitat ideale del fratino, uno degli uccelli più rari del Mediterraneo, e del fraticello. Famosa in passato per essere una delle ultime spiagge “incontaminate” del litorale pugliese, è sottoposta ad una pressione molto forte. Negli ultimi anni, la cementificazione delle coste salentine è aumentata, pensate, del 500%. E il degrado di questa spiaggia, invasa da strati di plastica che hanno gravemente danneggiato la flora e la fauna, è ormai un simbolo del degrado italiano dei mari e delle coste. La zona ha bisogno di essere bonificata dai rifiuti portati dalla corrente.
Chiudiamo, allora, con un salto a nord con l’oasi di Golena di Panarella, in Veneto. Un altro paradiso di biodiversità, alle porte del Delta del Po in provincia di Rovigo, ma nel contempo meta ambita dai bracconieri, attirati dai suoi 130-140.000 uccelli. Con l’aiuto degli italiani, il Wwf vuole riqualificare alcune aree dell’oasi, riforestandola con specie autoctone e ricreando zone umide per favorire le rare specie di rettili e anfibi, come la rana di Lataste e la testuggine palustre (Emys orbicularis).

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