UN COLPO IN PIU' PER I CACCIATORI FRIULANI: SCATTA LA PROTESTA

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Il Wwf: “Si cacciano alcune specie ormai rare”

Per i cacciatori friulani presto un colpo in più in canna. La modifica al regolamento regionale potrebbe essere già pronta per l’inizio della prossima stagione, a settembre. E il Wwf non ci sta: “C’è bisogno d’altro. Si continua a cacciare alcune specie che ormai sono rare”.
La novità venatoria è stata annunciata ieri dal consigliere regionale della Lega Nord, Mara Piccin. Al momento c’è il via libera della commissione, ma bisogna aspettare il voto definitivo del Consiglio regionale, atteso con l’ok alla legge comunitaria. “Ragionevolmente – ha detto Piccin – già da settembre, i cacciatori soci nelle riserve in pianura potranno esercitare l’attività venatoria utilizzando il fucile con canna ad anima liscia fino a tre colpi”. Un proiettile in più, cioè, rispetto al limite consentito finora. “Abbiamo presentato un emendamento votato dalla maggioranza che completa un articolo della legge di manutenzione del 2010. Mettiamo la parola fine ad un caso di iniquità per i nostri cacciatori”, ha spiegato Piccin. Che ha poi fatto sapere: “Al netto degli imprevisti, confidando che la legge comunitaria venga discussa entro l’estate, la prossima stagione venatoria si aprirà nel segno dei tre colpi in pianura”. Speriamo di no, in realtà. E gli ambientalisti sono sul piede di guerra. “Stanno preoccupandosi per questo tipo – ha attaccato Roberto Pizzutti, presidente del Wwf regionale – ma sono cose relativamente secondarie. Sono invece essenziali altre norme che non vengono nemmeno prese in considerazione e che abbiamo proposto da tempo”.
Una delle priorità riguarda proprio le specie cacciabili. “Una serie di specie che non dovrebbero essere cacciate – ha detto Pizzutti – lo possono ancora essere formalmente”. Rientra tra queste l’allodola, che anche l’Arpa (Agenzia regionale protezione ambiente) ha segnalato in netta diminuzione. “Non vogliono discutere di questi problemi per favorire una lobby – ha spiegato il rappresentante dell’associazione del panda – ma in questo modo si può arrivare a conseguenze di carattere europeo”.

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