L'INDAGINE SULL'AMBIENTE: ITALIANI PIU' SENSIBILI E PIU' VIRTUOSI

L'INDAGINE SULL'AMBIENTE: ITALIANI PIU' SENSIBILI E PIU' VIRTUOSI

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Tutti i numeri del rapporto “Mopambiente” di Eurisko

Gli italiani? Sempre più sensibili al mondo “green”. Lo rivela il settimo rapporto “Mopambiente” realizzato da Eurisko Gfk e promosso da Risl, società di Relazioni istituzionali e studi legislativi.
Si parte dal 67% di nostri concittadini attenti ai temi ambientali, anche se il dato è in leggero calo rispetto alle ricerche del 2008, in cui si raggiungeva il 70%, e al 2010%, con il 69%. Nello stesso tempo, però, crescono nel Bel Paese i comportamenti virtuosi. Oltre a spegnere la luce quando si esce dalla stanza (84%) e a tenere aperto il rubinetto solo se necessario (75%), gli italiani usano molto più spesso i sacchetti della spesa riutilizzabili (il 56% con un + 22% rispetto al 2010) e riutilizzano bottiglie e vaschette (il 55% con un +12% rispetto al 2010). Cresce poi la raccolta differenziata: dal 49% del 2000 si è passati, con una crescita costante, al 75% dell’anno scorso.
Se la crisi economica ha ovviamente contribuito ad accelerare il ricorso a forme concrete di risparmio su tutte le risorse, da una lettura più analitica dei dati, emerge anche che i giovani sono più informati sui temi “green”. Mentre le donne si attribuiscono maggiori responsabilità individuali nella lotta all’inquinamento.
Italiani promossi anche sulla questione della responsabilità sociale d’impresa. A dicembre 2011, ben il 47% ha detto di non aver comprato prodotti “poco responsabili”, laddove a giugno dello stesso anno la percentuale era del 35%.
E non solo. I consumatori, spiega Massimo Maria De Meo, amministratore Risl e coordinatore del progetto “Mopambiente”, “sono disposti anche a pagare di più ma vogliono più garanzie, informazioni e trasparenza”. Per l’84% degli italiani, infatti, le aziende devono assicurare che i loro prodotti siano sicuri e sani, per il 69% devono garantire che i loro materiali rispettino la società e l’ambiente e il 67% chiede l’equità nel trattamento dei dipendenti. Ecco un piccolo passo in avanti.

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