L'IMPATTO AMBIENTALE DEI GAS SERRA DIPENDE PER IL 30% DAGLI ALIMENTI

L'IMPATTO AMBIENTALE DEI GAS SERRA DIPENDE PER IL 30% DAGLI ALIMENTI

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Fondazione Barilla: l’obiettivo è cibo sostenibile

L’impatto ambientale dipende per il 30% dalla dieta. A dirlo i nuovi dati presentati dalla Fondazione Barilla center for food and nutrition (Bcfn), in occasione del World population day che ricorre domani, 11 luglio, che confermano ”la validita’ della doppia piramide nutrizionale e ambientale, il modello che mette a confronto la salubrita’ e la sostenibilita’ dei diversi alimenti”. ”Nel 2050 – viene spiegato – 25 milioni di bambini al di sotto dei cinque anni saranno malnutriti a causa degli effetti del cambiamento climatico. E, in Occidente il consumo di alimenti provoca circa il 30% delle emissioni di gas serra”, di cui ”il 12% dovuto alla carne”. E’ per questo che il coinvolgimento della filiera agroalimentare nella lotta al cambiamento climatico e’ una ”scelta significativa nell’anno di Expo Milano 2015” e della Conferenza mondiale Onu sui cambiamenti climatici di Parigi. ”Oggi sappiamo che il comparto agroalimentare e’ uno tra quelli con l’impatto ambientale piu’ rilevante – afferma Guido Barilla, presidente della Fondazione Bcfn – siamo consapevoli che gli alimenti dei quali i nutrizionisti consigliano un consumo piu’ frequente sono proprio quelli che determinano meno emissioni di CO2, consumo di acqua e impronta ecologica”. I dati dimostrano anche che mangiare ‘sostenibile’ non significa spendere di piu’, soprattutto in Italia e nei Paesi di area mediterranea. Da un’analisi dei prezzi degli alimenti su Milano e Napoli emerge che in un menu con presenza in maggioranza di proteine animali a Milano si spendono 43 euro a Napoli 34; mentre si scende, rispettivamente, a 40 e 32 con una quantita’ equilibrata; si passa a 35 a Milano e 28 a Napoli per il vegetariano, a 33 e 26 per il vegano.

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