PISA, CAVALLO MUORE DISSANGUATO DURANTE LA GIOSTRA DI BUTI

PISA, CAVALLO MUORE DISSANGUATO DURANTE LA GIOSTRA DI BUTI

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La Lav ha chiesto il sequestro per l’autopsia

Durante il Palio di Buti (Pisa), un cavallo del rione San Rocco è morto prima dell’arrivo. L’animale che – secondo quando riporta il quotidiano La Nazione – perdeva già sangue durante la corsa a causa di un’emorragia è morto prima dell’arrivo. Solo a quel punto la manifestazione è stata annullata. “I nostri cavalli sono purosangue accuratamente visitati da un’equipe composta da tre veterinari specializzati nelle cure equine e sottoposti a controlli antidoping molto rigidi. Le visite effettuate prima del palio non avevano riscontrato alcuna criticità nei confronti del cavallo che è morto” ha detto Lorenzo Caturegli, presidente dell’associazione Palio delle contrade che organizza il Palio di Buti. “La prima impressione – ha aggiunto Caturegli – è quella che il cavallo sia rimasto vittima di un’emorragia, almeno a giudicare dal sangue che gli usciva dalla bocca, ma sarà comunque l’autopsia, che l’organizzazione della corsa ha deciso di fare per motivi di assoluta trasparenza, a fornirci risposte certe. L’animale è già stato trasferito presso la clinica veterinaria dell’università di Perugia, specializzata in questo genere di analisi”. Il fatto ricorda la Giostra dell’Orso, su cui il Comune di Pistoia ha di recente aperto una consultazione pubblica dopo la morte di due cavalli. “E’ la prima vittima del 2016 nell’ambito delle cosiddette manifestazioni storiche e folcloristiche” e per “accertare ogni responsabilita’, anche penale, rispetto alla morte” dell’animale “la Lav ha inoltrato al procuratore capo di Pisa istanza per il sequestro del cavallo, con esame autoptico urgente al fine di accertare la causa o le cause del decesso”. Lo scrive in una nota la Lega antivivisezione. L’associazione ambientalista chiede anche alla magistratura di “accertare lo stato di salute del cavallo prima del tragico epilogo e aprire un’inchiesta sulla dinamica dell’incidente”. Secondo Nadia Zurlo, responsabili nazionale Equidi Lav, “incidenti mortali in questo Palio si sono gia’ verificati ed e’ intollerabile che questa carneficina continui” perche’ “gli elementi di rischio sono diversi: la tipologia dei cavalli utilizzati, spesso ‘scarti di pista’ o cavalli a fine carriera agonistica sportiva, la valutazione sulla loro effettiva idoneita’ a corse impegnative, le caratteristiche della pista, la mancanza di misure di sicurezza adeguate e spesso la totale inosservanza, da parte dei Comuni organizzatori, dell’ordinanza del ministero della Salute a disciplina delle manifestazioni storiche”. Infine, la Lav chiede “quale protocollo e’ stato applicato dalla commissione veterinaria per verificare l’idoneita’ degli animali alla corsa?”.

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