GENOVA, OPERAZIONE FATTA MALE. VETERINARIO PAGHERA' I DANNI

GENOVA, OPERAZIONE FATTA MALE. VETERINARIO PAGHERA' I DANNI

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Stabilito che l’animale è “essere senziente”

Potrebbe essere una sentenza storica quella pronunciata in questi giorni da un giudice del tribunale di Genova che ha stabilito un risarcimento per un’operazione fatta male che ha costretto un cane a rimanere zoppo. Storica non solo perché riconosce, in modo inequivocabile, il danno causato da errore veterinario ma soprattutto perché stabilisce l’importanza di considerare gli animali come esseri senzienti, invece che come cose. Tutto inizia nel 2011 quando Paola, cittadina di Zoagli (Ge) adotta Yuma in un canile della Sardegna e lo porta con sé. Dopo un paio di mesi si accorge che il cane ha un problema all’anca: decide allora di portarlo in una clinica veterinaria di Chiavari dove le dicono che è un disturbo che si può risolvere con una semplice operazione. Paola accetta ma nei mesi successivi si accorge che il disturbo di Yuma, anziché migliorare, è peggiorato costringendo l’animale a zoppicare. Grazie all’avvocato Mariagrazia Rossi fa causa alla clinica chiedendo, oltre al rimborso dell’operazione, un risarcimento di 4.500 euro per le sofferenze del cane e per i propri danni morali, per la tristezza di vedere il proprio cuccioli in quelle condizioni. La clinica, al contrario, sostiene che il cane sia da considerare come una “cosa” con valore “pari a zero” in quanto animale “non di razza, adottato in canile”. Nel dare ragione a Paola il giudice Lorenzo Fabris ha stabilito, in modo inequivocabile, che un cane è un essere senziente e un membro della famiglia per nulla paragonabile a un’automobile o un orologio.

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