ITALIA, DIETRO LA STRAGE DEI CETACEI CI SONO FORSE LE TRIVELLAZIONI

ITALIA, DIETRO LA STRAGE DEI CETACEI CI SONO FORSE LE TRIVELLAZIONI

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L’allarme del Centro per i mammiferi spiaggiati

La morte dei cetacei nei mari italiani è un evento drammatico di cui, almeno in parte, potrebbe essere responsabile l’uomo con le sue trivellazioni. È questo il risultato cui sono giunti gli scienziati del Centro per le indagini sui mammiferi spiaggiati (C.re.Di.Ma) di Genova. Secondo i dati riportati nel workshop nazionale del centro, negli ultimi 14 mesi sulle spiagge italiane si sono arenati ben 156 cetacei, soprattutto in Sicilia (28), Emilia-Romagna (24) e Toscana (21). «Per il 50 per cento dei cetacei spiaggiati non riusciamo a individuare la causa della morte – dice la direttrice generale dell’Istituto zooprofilattico, Maria Caramelli -. È un mistero. Alcuni mammiferi marini sono in decomposizione e quindi non facilitano le analisi, altri mostrano ferite per interazione con attività umane e in altri abbiamo ritrovato virus e parassiti». «Per i restanti abbiamo il sospetto che le trivellazioni possano concorrere – prosegue Caramelli – anche se al momento non ci sono segnalazioni in nessun continente. Siamo però sicuri che le trivellazioni, che producono forti vibrazioni, causano emorragie nei calamari. Poi ci sono le alluvioni, che sversano in mare sostanze velenose che possono intossicare gli animali marini, in particolare i cetacei». Tra le malattie diagnosticate a 56 soggetti spiaggiati ci sono morbillo, herpes, toxoplasmosi. Grazie a un decreto dei ministeri dell’Ambiente e della Salute, si organizzerà un team di esperti per uniformare le procedure delle autopsie. Saranno stilate anche linee di intervento standard in caso di versamenti di petrolio in mare.

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