RACCOLTA RIFIUTI, L’EUROSTAT BOCCIA L’ITALIA

RACCOLTA RIFIUTI, L’EUROSTAT BOCCIA L’ITALIA

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Da noi in discarica il 51% della spazzatura (il 38% la media Ue)

Nell’Unione Europea, nel 2010, ogni persona ha prodotto 502 chili di rifiuti urbani, mentre sono stati trattati 486 kg a testa. Come? Il 38% è finito nelle discariche, il 22% negli inceneritori, il 25% è stato riciclato e il 15% è stato mandato nei siti di compostaggio, un metodo attraverso il quale un materiale biodegradabile viene trasformato in un prodotto recuperabile. Lo rende noto l’Eurostat, l’istituto di statistica dell’Ue.
Questo è il quadro europeo. Ma l’Italia che posto occupa? Nel 2010, abbiamo generato 531 chili di rifiuti comunali a persona, laddove quelli trattati a testa ammontavano a 502 kg. Oltre la metà della spazzatura, il 51%, è arrivata nelle discariche. L’altra metà era suddivisa tra il 15% degli inceneritori, il 21% del riciclaggio e il 13% del compostaggio. Il risultato? Il Bel Paese produce più rifiuti della media del resto d’Europa e arranca nel trattamento con un’occhio di riguardo all’ambiente. Eppure, nella classifica dei 27 Paesi dell’Ue, riusciamo a non sfigurare più di tanto. Perché, ad esempio, nel conteggio della spazzatura urbana prodotta, Cipro sfonda con 760 chili a testa, seguita da Lussemburgo, Danimarca e Irlando con valori tra i 600 e i 700 kg a persona.
Ma anche nella graduatoria dei rifiuti che finiscono in discarica, l’Italia è lontano dal record della Bulgaria (100%) e di altre tre nazioni dell’Est: Romania (99%), Lituania (94%) e Lettonia (91%).
E ancora, l’uso degli inceneritori rappresenta una pratica molto diffusa nel Nord del continente. Se la Danimarca si posiziona al 54% e la Svezia al 49%, Olanda (39%) e Belgio (37%) seguono a ruota, anche se in mezzo, con il 38%, si piazza la Germania. Con Berlino che brilla (45%) anche nella speciale classifica del riciclaggio. Dove si trovano sul podio anche Bruxelles (40%) e Slovenia con il 39%. Sfondano o pareggiano la quota della metà dei rifiuti urbani riciclati o mandati nei siti di compostaggio, infine, cinque Paesi. Regina l’Austria con il 70%, seguita dalla coppia Belgio e Germania (62%), dall’Olanda (61%) e dalla Svezia (51%). Mentre l’Italia arranca con il 34%.

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