ALLARME RISORSE: LA TERRA CONSUMERA' IL DOPPIO. LA SPERANZA? CAMBIARE ABITUDINI

ALLARME RISORSE: LA TERRA CONSUMERA' IL DOPPIO. LA SPERANZA? CAMBIARE ABITUDINI

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In poco meno di 40 anni il mondo in cui vivremo cambierà radicalmente.
In peggio. E’ questo lo scenario delineato dall’Ocse che ha presentato
il rapporto “Previsioni ambientali al 2050: le conseguenze dell’inazione”
 secondo cui la fame di risorse soprattutto delle economie emergenti, avrà
 pesanti ricadute sulla tutela dell’ambiente. La nostra qualità di vita,
risultato di oltre due secoli di progressi in campo tecnologico industriale
 e scientifico, potrebbe diminuire sensibilmente e il già fragile equilibrio
 dell’ecosistema potrebbe spezzarsi definitivamente. Unica speranza, secondo
il rapporto, è quella di cambiare radicalmente le nostre abitudini soprattutto
 di consumo energetico e favorire seriamente la crescita e lo sviluppo della green economy.
Molti sono i capitoli presi in esame dal rapporto Ocse, a cominciare da
ll’energia. I numeri sono allarmanti. La domanda globale crescerà dell’80%
rispetto ad oggi e a richiedere maggiori risorse saranno soprattutto le economie emergenti.
 Nel dettaglio: il Nord America richiederà un 15% in più di energia, +28% per l’Europa, il
 Giappone +2,5% e il Messico +112%. La richiesta di energia riguarda quasi esclusivamente quella
derivata dall’uso e sfruttamento delle fonti fossili. La conseguenza sarebbero disastrose: secondo
le stime, si potrebbe avere  un aumento del 50% dei gas serra a livello globale, con relativo
 inquinamento. Ed è proprio questo il secondo capitolo del rapporto:  leggendo i dati e secondo
 i ricercatori dell’Ocse, l’inquinamento diventerebbe la prima causa di morte nel mondo entro il 2050, prima
dell’acqua sporca e della mancanza di igiene. Già ora il numero di decessi causati dell’esposizione
ai particolati inquinanti sono oltre 3,6 milioni: secondo il rapporto nel 2050 i morti causati da
 danni all’apparato respiratorio derivati dall’inquinamento, potrebbero raddoppiare, toccando quota
7 milioni, concentrando i pericoli soprattutto nella aree di Cina e India. Anche l’Europa soffrirà
a causa dell’invecchiamento e della sempre maggiore urbanizzazione e concentrazione nelle città della
popolazione: i paesi dell’Ocse, infatti, avranno il tasso maggiore di morti premature per via del
livello di ozono terrestre. Drammatico anche il capitolo dedicato alla Biodiversità. Il tesoro del
 patrimonio naturale calerà di un ulteriore 10% e sarà dilapidato soprattutto in Asia, Europa e Africa
 del Sud. E’ la fame di risorse e di spazi che verrà sacrificata, secondo l’Ocse, sull’altare del progresso.
L’acqua sarà sempre meno e sempre più sfruttata per usi industriali, tanto che un terzo della biodiversità
in fiumi e laghi nel mondo è già scomparsa e ulteriori perdite sono previste per il 2050. Ma la domanda crescerà
 del 55% nel mondo perché l’industria ne richiederà, risspetto ad oggi, il 400% in più, le centrali termiche
chiederanno un aumento del 140%. Anche l’uso domestico sarà responsabile del consumo dell’oro blu: secondo il
rapporto è previsto  un aumento del 130%. I 2,3 miliardi di persone in più rispetto ad oggi che rappresentano
oltre il 40% della popolazione globale, vivrà in bacini fluviali in grave crisi idrica. La speranza è riposta nei nostri comportamenti. Anche il più piccolo gesto di
attenzione, potrebbe essere determinante per cambiare il trend disastrtoso che il rapporto Ocse ha fotografato. Dalla cura nell’utilizzo delle risorse idrico a livello domestico e industriale, sino alla scelta della
lampadina a basso consumo. E’ necessario pero’ che anche i governi facciano la loro parte, incentivando e sostenendo la ricerca di fonti alternative ai fossili, diversificando l’spporvigiona,mento energetico dei rispettivi paesi.
Diverso il discorso per le economie emergenti: la grande corsa verso il benessere si sta trasformando in un’abbuffata di energia, curandosi poco delle conseguenze. Sarà compito delle organizzazione internazionali cercare di prospettare un
cambiamento culturale, prima che tecnologico, alle aree del mondo che cresceranno economicamente con un tasso più alto.

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