UN SEGNO TANGIBILE DEI TEMPI CHE CAMBIANO

UN SEGNO TANGIBILE DEI TEMPI CHE CAMBIANO

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L’istituzione di un tavolo di lavoro permanente tra il ministero della Salute e la Federazione Italiana Associazioni Diritti Animali e Ambiente è un segno tangibile dei tempi che cambiano. Quando, trent’anni fa, ho iniziato la mia militanza animalista, fondando la sezione provinciale della Le.A.L, mai avrei immaginato che un giorno saremmo arrivati ad un risultato simile. Da una delusione all’altra, avevo fatto l’abitudine alla scarsa considerazione- per non dire peggio – che la politica e le
istituzioni riservavano alle associazioni di protezione animale. E non mi riferisco certo ai ministeri – allora interlocutori da sogno -, ma semplicemente ai vertici delle Asl locali o ai sindaci di questo o quel piccolo Comune con i quali ci si doveva rapportare. Non mi sono mai rassegnata a questo stato di cose, che, oltre ad essere poco gradevole,, rappresentava un serio ostacolo al perseguimento dei nostri scopi. Piano piano, come sempre accade quando si tratta di cambiamenti epocali, si è però fatta strada nel paese una nuova cultura di amore e rispetto per i diritti degli animali e l’ambiente. I primi a prenderne atto sono stati i media, che hanno iniziato a dedicare a questi temi ampi servizi sui giornali o nei tg. Le istituzioni sono state le ultime: non a caso si dice che i cittadini sono sempre più avanti di chi li governa. Perciò mi è accaduto di essere la prima, come ministro della Repubblica, a mettere in cima all’agenda di governo la tutela dei
nostri piccoli amici e il miglioramento delle loro condizioni di vita al nostro fianco, promuovendo la creazione di spiagge e aree verdi urbane dedicate ed affermando il principio che debba essere consentito l’ingresso agli animali domestici in tutti i luoghi aperti al pubblico come in albergo, al ristorante e via dicendo. Tale previsione é divenuta anche una norma di principio inserita nella mia riforma del turismo,divenuta legge l’anno scorso. Insomma, finalmente ho portato questi temi in Consiglio dei ministri, anche ingaggiando serrati duelli con qualche collega per le mie iniziative contro la caccia ed altre pratiche anacronistiche. In tempi diversi, avrebbero forse chiesto, e probabilmente ottenuto, le dimissioni di un ministro del Turismo che sosteneva la necessità di abolire un evento che attrae tanti turisti come il palio di Siena. Per me, invece, qualche voce isolata ha sollecitato “solo” una perizia psichiatrica, peraltro senza successo. Perché ormai questa
nuova consapevolezza dell’importanza di tutelare ogni forma vivente, radicata tra i cittadini, si è diffusa anche nei palazzi romani. Ed eccoci alla cronaca delle ultime ore, con un ministero dell’ Ambiente che inquadra il tema del randagismo anche per le sua valenza sul piano della sostenibilità dei territori ed un ministero della Salute che apre un tavolo permanente con la nostra Federazione, figlia anch’essa dell’evoluzione avvenuta. Proprio come ho fatto io negli anni di governo, istituendo un comitato ministeriale per promuovere un’Italia “animal friendly”, al quale ho invitato le stesse associazioni che oggi sono con me in prima linea. Grazie alla rinnovata collaborazione tra il nostro mondo e le istituzioni, ai loro livelli più alti, non potranno che arrivare risultati sempre più efficaci nelle battaglie che ci vedono impegnati da anni. E sarà un rapporto “win-win”, ovvero a reciproco vantaggio. Perché noi abbiamo bisogno della politica e delle istituzioni per dare corpo alle nostre azioni, ma anche loro non possono fare a meno di noi dato che rappresentiamo la stragrande maggioranza del Paese.

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