PIOVE SEMPRE MENO, SCATTA L'ALLARME ACQUA PER L'ESTATE

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Da settembre ad oggi precipitazioni al 30 per cento del normale

L’Italia a secco per tutto il periodo estivo? Non è impossibile. Anzi, c’è il “rischio razionamento dell’acqua in estate”. Parola del climatologo Giampiero Maracchi, direttore dell’Istituto di Biometeorologia del Cnr, Consiglio nazionale delle ricerche. Il motivo è molto semplice: le piogge cadute da settembre ad oggi nel nostro Paese sono pari ad appena il 30% dei valori normali.
E l’esperto spiega: “Le precipitazioni non sono state sufficienti a riempire pozzi, fiumi e invasi, da dove proviene l’acqua che si beve. D’ora in poi, anche se dovesse piovere normalmente, l’acqua caduta non si accumulerà, perché l’evaporazione la disperderà”.
Alla base di questa situazione che si prospetta critica, secondo Maracchi, ci sono i cambiamenti climatici “che hanno provocato uno spostamento della traiettoria delle masse d’aria. Le perturbazioni si sono spostate sul Nord Europa ad alte latitudini a causa della cella tropicale di Hadley, un’area di alta pressione che si è spinta più a Nord”.
Ma quali sono le zone più a rischio? L’allarme siccità, rivela lo studioso, “riguarda in particolare la Toscana, dove l’invaso del Bilancino (lago artificiale a Barberino di Mugello, nel fiorentino, ndr) ha accumulato solo 30 milioni di metri cubi, pari a un terzo della sua capienza. Inoltre, la portata dell’Arno è pari a un decimo della portata normale in questa stagione”.
La siccità rappresenta un problema anche per l’agricoltura, perché danneggia colture come granturco, mais e frumento, “che sono meno produttive, e lo stesso ulivo”.
Secondo il climatologo, nell’ultimo decennio, questa situazione è accaduta circa ogni due o tre anni.

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