CON LE FONTI RINNOVABILI RISPARMI UNA FINANZIARIA "LACRIME E SANGUE"

CON LE FONTI RINNOVABILI RISPARMI UNA FINANZIARIA "LACRIME E SANGUE"

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Uno studio della Bocconi: 130 mila posti di lavoro in più

Settantasei miliardi di euro. Più di una Finanziaria “lacrime e sangue”. Ecco il beneficio netto che si può ottenere grazie alla crescita delle fonti di energia rinnovabile in Italia. Lo rivela uno studio dell’Osservatorio internazionale sull’industria e la finanza delle rinnovabili, guidato da Andrea Gilardoni, dell’università Bocconi, con il supporto di Anev (Associazione nazionale energia del vento), Aper (Associazione produttori energia da fonti rinnovabili) ed Enel Green Power.
E non finisce qui. Tra i vantaggi ci sarebbero 130 mila posti di lavoro in più, una crescita delle esportazioni di tre miliardi di euro all’anno e un calo drastico della dipendenza del Paese per le fonti di energia pari a 13 miliardi di metri cubi di gas ogni anno.
Si è partito dai benefici prodotti tra il 2008 e il 2011, proiettandoli al 2030, per calcolare i dati contenuti nella ricerca. Che si focalizza anche sulle difficoltà affrontate dal nostro Paese: dalla crisi economica alla sovrapproduzione del sistema elettrico, fino ai problemi di adattamento della rete al nuovo assetto. Perché in Italia non ci sono più solo grandi centrali. Ma, a spese delle famiglie, delle piccole e medie imprese e degli artigiani, sono nati oltre 400 mila punti di produzione di elettricità.
L’analisi prende il via da una rassegna degli errori commessi nel settore delle rinnovabili: carico eccessivo degli oneri autorizzativi, scarso controllo sugli incentivi e norme a singhiozzo.
Malgrado le premesse siano queste, stiamo parlando di un settore pronto al decollo. E un esempio contenuto nello studio arriva dal fotovoltaico. Oggi servono 5,6 miliardi di euro l’anno per incentivare 13 gigawatt di capacità installata. Con 1,4 miliardi (+25%) in più la capacità di produzione salirebbe dell’80% entro il 2016 e raggiungerebbe, senza altri incentivi, i 30 gigawatt nel 2020.
Gli investimenti globali per le rinnovabili, nel 2011, hanno superato i 240 miliardi di euro. Eppure, l’Italia ha cominciato ad entrare in questo mercato con una certa forza solo negli ultimi quattro o cinque anni grazie alle ultime ricerche. Ci resta ancora molto da fare.

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