Non mangiare i propri fratelli, una scelta etica

Non mangiare i propri fratelli, una scelta etica

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Diventare vegetariani o vegani credo che rappresenti un traguardo morale a cui ogni persona dovrebbe mirare. Per la propria salute, per rispettare la vita di tutti gli esseri viventi e per risparmiare a questo pianeta il disastro che gli allevamenti intensivi avvicinano ogni giorno. Si tratta di una scelta che non può non nascere nel cuore di chi viene a sapere quale sofferenza si celi dietro alla fettina di carne trionfalmente esposta sul banco del supermercato.
Purtroppo, i mezzi di comunicazione sono ancora molto avari, quando si tratta di diffondere immagini realizzate all’interno degli allevamenti intensivi, rendendo così più difficile una scelta consapevole. In questo orrore mi sono imbattuta per caso, quand’ero una ragazzina. Facendo una passeggiata nei prati vicino a casa mia, ho incontrato un contadino la cui scrofa aveva appena dato alla luce sette bellissimi maialini. Me ne sono innamorata subito. Ogni giorno andavo a coccolarli: pancini rosa,
nasini umidi, tutti cicciottelli e vivaci… se non avessero avuto il codino riccio, potevano sembrare dei cagnolini. La mamma li accudiva senza sosta, pareva contarli ogni volta per essere certa che non ne mancasse uno. Dopo qualche settimana, proposi al contadino di portarli nel prato perché
prendessero un po’ di sole, a tutto vantaggio dello sviluppo del loro scheletro. Ma lui mi rispose che era inutile “perché tanto erano porchette”. Li per li non avevo capito bene che cosa intendesse dire.
Poi, dopo qualche giorno, capitai dai maialini proprio nel momento in cui il camion del macellaio era venuto a prenderli. Non dimenticherò mai quel momento. La scrofa, chiusa da sola nella stalla, era diventata una maschera di sangue per i colpi che dava alla porta con la testa, nel disperato tentativo di aprirla. Loro, i piccoli, urlavano come bambini.Caricati a forza nel furgone, cercavano la mamma, la chiamavano con un pianto incessante e lei, poverina, chiamava loro. Uno strazio al quale non
ho potuto che assistere pietrificata.
Ero solo una ragazzina, ma quel giorno ho capito che cos’era la porchetta. Vorrei che lo sapessero anche tutti coloro che si preoccupano di soddisfare il proprio palato più che la propria anima.
Io non mangio i miei fratelli e farò tutto quanto mi sarà possibile perché negli italiani si faccia strada questa scelta etica. Una mucca, un coniglio, una gallina devono avere le stesse tutele previste per il cane o il gatto di casa. Perché tutti gli animali nascono uguali davanti alla
vita ed è proprio la vita il loro primo diritto.

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