IL BOTOX E LA FINE DEL TOPO

IL BOTOX E LA FINE DEL TOPO

152
CONDIVIDI

Iniezioni di botulino per i topi. Solo che i topi “non si fanno” di botulino, ma vengono “fatti”. Può sembrare incredibile e invece accade davvero: la tossina botulinica, la proteina più tossica finora conosciuta, utilizzata come preparazione farmacologica e in medicina estetica, è testata su centinaia di migliaia di topi vivi. Questi animali soffrono e muoiono nei laboratori italiani ed europei per sperimentare la proteina neurotossica prodotta dal batterio Clostridium botulinum, in diverse tipologie per differenti usi: in Italia nel 2004 è stata approvata come farmaco per uso estetico, è approvata in più di 80 paesi, con diverse indicazioni terapeutiche. Per i topi non c’è scampo: muoiono dopo lente agonie e spasmodiche convulsioni in seguito all’iniezione di alti dosaggi del principio cosmetico che paralizza lentamente il sistema respiratorio e porta a morte dopo ore di progressivo soffocamento; se sopravvive all’esperimento, al termine della procedura il topo viene comunque ucciso.
Studi condotti su animali per applicazioni terapeutiche sostenevano che la tossina botulinica potesse raggiungere il midollo spinale ed esercitare effetti sul suo funzionamento, ma investigazioni sull’uomo (pubblicate su Neurology) hanno confermato l’inattendibilità dei risultati dei test condotti su animali. Il problema riguarda non solo il botox, ma tanti altri prodotti: da decenni una parte crescente del mondo scientifico lamenta l’inattendibilità del modello animale a fini sperimentali a causa dell’estrema variabilità dei risultati da specie a specie, molte ricerche lo confermano e hanno portato all’indispensabile sviluppo di test alternativi: eppure ancora oggi migliaia di animali (topi, cavie, conigli) sono sottoposti a test cosmetici che non solo infliggono loro sofferenze e morte, ma non offrono garanzie di sicurezza ai consumatori.
Il 2013 è l’anno decisivo: dopo un iter travagliato, la Direttiva UE sui cosmetici prevede, dopo l’11 marzo 2013, il divieto totale dei test cosmetici su animali, ma con una possibilità di slittamento di altri 10 anni se non saranno stati sviluppati test alternativi adeguati. Parlamento e Commissione UE potrebbero seguire il discutibile parere di esperti che sembrano favorevoli a un ulteriore slittamento del divieto. La LAV (ww.lav.it) vuole scongiurare questo rischio, che comporterebbe un ritardo nel progresso della ricerca e in termini di sicurezza, e per migliaia di animali ancora sofferenze e morte: ha già raccolto migliaia di firme per sollecitare il rispetto del bando. Anche tu puoi firmare la petizione su www.lav.it e dare sempre la preferenza ai tanti ottimi cosmetici aderenti allo Standard “Stop ai test su animali”. (Lav)

Commenti

commenti