CORPO FORESTALE, GARANZIA PER LA NATURA

CORPO FORESTALE, GARANZIA PER LA NATURA

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Il Corpo Forestale dello Stato ha presentato il rapporto sulle tante e preziose attività svolte dal suo personale nel corso del 2011. Ne emerge un quadro in chiaroscuro, con alcuni reati fortunatamente in calo, tra cui quelli in ambito CITES (-24,5% rispetto al 2010) o contro le aree protette e il paesaggio (-7,4%), e altri che invece fanno registrare una tendenza ancora stabile o addirittura in crescita.
Drammatico, in questo senso, è il dato relativo agli incendi, con 6515 reati nel corso del 2011 per un clamoroso incremento dell’83% e un ulteriore crescita registrata nei primi tre mesi del 2012.
Ma un dato preoccupante viene anche dall’area della caccia e del bracconaggio, dove non si sono registrate diminuzioni ma anzi un incremento dei reati ( 2,9%), con un numero complessivo di reati (inclusi quelli nel campo della pesca) di 1061 e con ben 767 persone denunciate. Sono dati che vanno ad aggiungersi alla situazione già grave degli anni scorsi e che fanno capire quanto sia ancora serio, in Italia, il problema della caccia illegale.
Dobbiamo tanta riconoscenza al lavoro straordinario e anche innovativo (si veda il nuovo gruppo di lavoro telematico contro il traffico di animali) che le donne e gli uomini del Corpo Forestale svolgono quotidianamente a tutela della natura. Contemporaneamente, dobbiamo rilanciare l’appello che il Corpo sia rafforzato, in termini di personale e risorse economiche, e che si potenzi sempre più la collaborazione con i Corpi Forestali delle regioni e delle province a statuto speciale. Ci sono sacche di territorio italiano, come le piccole isole, alcune zone del bresciano, della Sardegna, della Calabria che ancora vedono imperversare bracconieri e criminali contro l’ambiente, in una situazione che non può più essere tollerata, specie considerando l’eccezionale ruolo che l’Italia ricopre a livello internazionale sotto il profilo della migrazione degli uccelli, della presenza di biodiversità e della bellezza di natura e paesaggio.
Ci meraviglia molto, infine, una proposta di legge depositata alla Camera che chiede la regionalizzazione del Corpo. Che senso ha? L’ambiente, la natura, gli ecosistemi sono beni di potestà statale. Di più: sono beni che fondano uno Stato. Rafforziamo il Corpo Forestale, investiamo ulteriori risorse in mezzi operativi e strumenti di coordinamento. Insomma costruiamo uno Stato migliore anche sotto questo profilo. I boschi, la natura, la fauna selvatica ringrazieranno.

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