CHIARE, FRESCHE, DOLCI ACQUE: IL PROGETTO DELL'UNIONE EUROPEA PER SALVAGUARDARLE

CHIARE, FRESCHE, DOLCI ACQUE: IL PROGETTO DELL'UNIONE EUROPEA PER SALVAGUARDARLE

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Chiare, fresche, dolci acque… Una risorsa che eravamo abituati a considerare inesauribile. Oggi – a causa dell’inquinamento, degli sprechi, del consumo del suolo – non è più così. Lo sa benissimo anche la Commissione europea, che ha lanciato una pubblica consultazione, aperta fino al 7 giugno prossimo, sulle strategie per il Piano dettagliato di salvaguardia delle acque europee.
L’orizzonte temporale del Piano è il 2020, dato lo stretto legame con la “Strategia 2020” e in particolare con la Roadmap per l’efficientamento delle risorse, ma le analisi che serviranno come presupposto per la redazione del Piano guarderanno molto più in là, fino al 2050. Per raggiungere il suo ambizioso obiettivo, il Piano sarà fondato sulla valutazione dei piani di bacino trasmessi dai singoli Stati membri nell’ambito della direttiva quadro sull’acqua, la revisione dell’iniziativa europea su scarsità d’acqua e siccità, la stima della vulnerabilità delle risorse idriche rispetto ai cambiamenti climatici e alle pressioni di origine antropica, il controllo di appropriatezza che riguarderà tutta la politica europea sull’acqua. Tra le altre cose, il Piano affronterà il problema dell’efficienza nella gestione dell’acqua. Al momento, infatti, non sappiamo che differenza ci sarà in Europa, nel 2020 o nel 2050, tra la domanda e la disponibilità di acqua. Gli studi in corso e le informazioni fornite dagli Stati membri ci diranno quanta acqua entra ed esce dai bacini fluviali ogni anno, il dato-base necessario per ottimizzare l’uso dell’acqua. Sranno raccolte anche nuove informazioni sulla pressione che le attività economiche esercitano sulle risorse idriche. La consultazione aperta dalla Commissione ha appunto lo scopo di raccogliere ulteriori contributi prima di passare alla redazione del Piano.
Il “governo” dell’Unione ha deciso di intervenire anche per l’elevata sensibilità mostrata dai cittadini europei nei confronti dell’argomento “acqua”. Da un’indagine di Eurobarometro pubblicata nelle scorse settimane, emerge che circa tre europei su quattro sono convinti che l’Ue dovrebbe proporre ulteriori misure per affrontare i problemi connessi alle risorse idriche in Europa. Secondo un’ampia maggioranza degli intervistati (68%) i problemi connessi all’acqua sono gravi: siccità, inondazioni e inquinamento chimico sono le criticità maggiormente avvertite. Il 62% dei cittadini ritiene anche di non essere abbastanza informato e secondo il 67% uno dei mezzi più efficaci per ridurre i problemi connessi alle risorse idriche è la sensibilizzazione del pubblico. Sono accolte con maggior favore anche le proposte di multe più severe, di una politica dei prezzi più equa o di incentivi finanziari (sussidi o agevolazioni fiscali). In questo contesto il 73% dei cittadini europei chiede all’Ue di adottare misure più incisive per ridurre i problemi connessi all’acqua. Ovviamente il tipo di preoccupazione cambia secondo la collocazione geografica. Se nel centro nord sono più temute le alluvioni, nei Paesi del Mediterraneo il problema più sentito è quello della siccità, menzionato dal 96% dei cittadini portoghesi, dal 95% degli spagnoli e dal 94% degli italiani intervistati.

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