GIUSTIZIA PER LA CAPRETTA VEGAN, "BUTTATA" NEL CASSONETTO

GIUSTIZIA PER LA CAPRETTA VEGAN, "BUTTATA" NEL CASSONETTO

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Due responsabili condannati per maltrattamento

Giustizia (e libertà) per la capretta Vegan, diventata tristemente nota nel 2008, quando il “suo” pastore, P.C., e l’aiutante A.B., decisero di gettarla in un cassonetto, a Lodi, perché non teneva il passo con il resto del gregge. atto crudele sul piano morale e penalmente rilevante, come ha confermato il giudice. Nei confronti dei responsabili, infatti, è scattato un decreto penale di condanna: i due dovranno pagare ciascuno 2.280 euro di multa, con confisca dell’animale. Posta sotto sequestro e affidata alle cure della LAV, che aveva immediatamente denunciato i pastori per maltrattamento e abbandono di animale, Vegan ha trovato accoglienza presso il Centro Ippico L’Ortica di San Martino in Strada (Lodi), dove tuttora vive liberamente, insieme con Charlie, agnello scampato dieci anni fa ai pranzi pasquali e ormai cresciuto (nella foto).
Una storia dal triste inizio, per la quale si erano mobilitati in molti: nel marzo 2008 Vegan fu strappata a morte certa grazie all’intervento di agenti della Polizia locale di Lodi, avvisati da una donna che aveva visto gettare l’animale nel cassonetto. I pastori dapprima avevano confessato di averla abbandonata perché aveva difficoltà a camminare, e non riusciva a seguire il gregge, e solo in un secondo momento avevano ritrattato, sostenendo di non voler abbandonare definitivamente la capretta. “È stata salvata due volte – sottolinea la LAV – prima da una orribile morte dentro un cassonetto dell’immondizia e poi dai prossimi pranzi pasquali. Finalmente può vivere libera con la sua nuova famiglia. Anche gli animali cosiddetti ‘da reddito’ sono spesso vittime di maltrattamenti: un reato da perseguire sempre, con severità e convinzione, per garantire ad ogni essere vivente rispetto e tutela”.

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