UOVA FATALI, IL SIMBOLO DELLA PASQUA COSTA LA VITA A MILIONI DI...

UOVA FATALI, IL SIMBOLO DELLA PASQUA COSTA LA VITA A MILIONI DI PULCINI MASCHI

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C’è chi produce carne e chi produce uova, per ogni produzione c’è un tipo diverso di pollo. Verità semplice, con orribili conseguenze: i pulcini maschi delle galline ovaiole non depongono uova né sono “economici” per la carne, quindi, mentre le loro sorelle diventano macchine da deposizione (circa 300 uova in carriera), i maschietti finiscono vivi nel trituratore o vengono “pietosamente” gasati prima di diventare essi stessi, magari, biogas: 50 milioni all’anno solo in Germania, dice la campagna choc lanciata dagli animalisti tedeschi di PETA in occasione delle festività pasquali, quando il consumo di uova, anche in Germania, raggiunge il picco. “Buona Pasqua?”, chiede provocatoriamente il manifesto. “Ogni anno vengono uccisi 50 milioni di pulcini maschi di un giorno, perché non depongono uova”. Da noi, in Italia, si calcola che siano 30 milioni.
Per chi conosce la filiera delle uova non è certo una novità. Ai pulcini femmina viene tagliata la punta del becco, per evitare che le galline adulte, costrette in piccole gabbie solo da poco “allargate” dall’Ue, non si feriscano gravemente tra di loro o non ingoino piume. I maschi sono “liquidati” subito. Una volta servivano a confezionare le famose “farine animali”, ma dopo la vicenda della “mucca pazza” le norme sono state cambiate e quindi le carcasse sono diventate “scarti di produzione”, utilizzate in qualche caso per produrre biogas. Ecco perché una delle professionalità più apprezzate nel business degli allevamenti intensivi è quella del “chicken sexer”, lo specialista capace di distinguere il sesso di un pulcino appena nato esaminando l’ano dell’animale. Arte veramente raffinata, perché pare che le variabili da considerare siano oltre una quindicina. Il “sexer” esperto risolve la questione in una frazione di secondo. I piccoli allevatori che non possono permettersi i suoi preziosi servigi devono aspettare 4-6 settimane, quando i pulcini cominciano a maturare le caratteristiche sessuali secondarie: per i maschi creste e bargigli più grandi, un muso più angoloso. Intanto però un mese e mezzo di mangime se n’è andato.
Questo, si dirà, è il mondo in cui viviamo. Un mondo in cui –ci informa l’annuario statistico della Fao 2012, appena uscito – “il rapido incremento nella produzione della carne è stato sostenuto dalla crescente domanda di carne di pollame, aumentata al ritmo di tre volte il tasso di crescita della popolazione in ciascuno dei cinque ultimi decenni”. È questo anche il mondo che possiamo lasciare ai nostri figli? Forse vale la pena di ricordare che le uova in vendita devono essere etichettate obbligatoriamente sia sul guscio che sulla confezione anche secondo il metodo di allevamento. Le norme in vigore prevedono quattro tipologie identificate da un codice con il primo numero che descrive il sistema di produzione. Le uova da allevamento in gabbia hanno il codice 3.
Tre, dice Woody Allen in “Manhattan”, sono le domande fondamentali: Da dove veniamo? Dove stiamo andando? Che cosa mangiamo questa sera? Il distratto consumatore occidentale, circondato da ogni ben di Dio, tende a sorvolare sulla terza. Rifletterci un po’ potrà forse aiutare a trascorrere una Pasqua diversa. (Foto: peta.de)

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