TERREMOTO, AL VIA L’EVACUAZIONE DELLE STALLE PER SALVARE GLI ANIMALI

TERREMOTO, AL VIA L’EVACUAZIONE DELLE STALLE PER SALVARE GLI ANIMALI

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“Sono iniziate le operazioni di evacuazione delle stalle crollate o lesionate con il trasferimento degli animali sfollati in strutture piu’ sicure per fermare la strage che ha decimato mandrie e greggi con centinaia di mucche e pecore morte”. Lo rende noto la Coldiretti che in collaborazione con l’Associazione italiana allevatori ha avviato i trasferimenti grazie alla solidarieta’ tra gli allevatori nelle are colpite dal terremoto e dal maltempo con la caduta di neve senza precedenti. “Una corsa contro il tempo- sottolinea la Coldiretti- con la mobilitazione dei trattori per liberare le strade da neve e ghiaccio e raggiungere le stalle isolate da giorni dove occorre garantire l’operativita’ degli impianti di mungitura e abbeveraggio ma anche la consegna dei mangimi fino ad arrivare al trasferimento degli animali su mezzi idonei ed alla loro sistemazione in nuovi ricoveri”. Operazioni faticose rese possibili “da una estesa rete di solidarieta’ degli allevatori italiani anche grazie- continua la Coldiretti – alla collaborazione dell’esercito e della protezione civile”. Sono circa tremila, secondo l’associazione agricola, le aziende agricole e le stalle sepolte dalla neve nelle aree del Lazio, Umbria, Marche e Abruzzo colpite dal terremoto dove si contano casi di isolamento, nuovi crolli, decine di mucche e pecore morte e ferite, difficolta’ per garantire l’alimentazione degli animali, ma anche per le consegne con tonnellate di latte che da giorni si e’ costretti a gettare a causa dell’isolamento e delle difficolta’ di circolazione. “Davanti ad un disastro annunciato ci muoveremo- continua Coldiretti- per individuare le responsabilita’ e agire di conseguenza insieme ai nostri allevatori. Serve una accelerazione nella realizzazione delle opere per mettere al sicuro animali e uomini che non posso abbandonarli”. Si stima infatti – sottolinea la Coldiretti – che appena il 15% delle strutture di protezione degli animali siano state completate fino ad ora e gli allevatori non sanno ancora dove ricoverare mucche, maiali e pecore, costretti al freddo, con il rischio di ammalarsi e morire, o nelle strutture pericolanti che stanno cedendo sotto il peso della neve e delle nuove scosse. La situazione – afferma la Coldiretti – e’ insostenibile per gli uomini e gli animali che sono rimasti nelle campagne terremotate dove a distanza di 5 mesi dalle prime scosse si registrano pesanti ritardi ed inefficienze burocratiche con le difficolta’ che si aggravano con il maltempo.

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