LAV, APPELLO AI SENATO: STOP AI TEST ANIMALI SU ALCOL E DROGHE

LAV, APPELLO AI SENATO: STOP AI TEST ANIMALI SU ALCOL E DROGHE

76
CONDIVIDI
macacoesperimento.jpg

“Ci appelliamo ai Senatori perche’ il 15 febbraio votino contro la proroga di altri 5 anni ai test animali su alcol, fumo e droga” chiede la LAV, la lega anti vivisezione. Questa la richiesta veicolata attraverso una nuova petizione su change.org (https://www.change.org/p/al-ministro-della-salute-beatrice-lore nzin-fermiamo-la-sperimentazione-sugli-animali-per-fumo-alcol-e- droghe), lanciata dalla cantante Donatella Rettore, e via social con l’hashtag #FALLISMETTERE: da condividere e sostenere!”. “In Italia le sostanze d’abuso come il fumo, l’alcol e le droghe vengono ancora testate sugli animali? sebbene non siano loro i consumatori di queste sostanze! – sottolinea la biologa Michela Kuan, responsabile LAV Ricerca senza animali -. Un aspetto scientifico importante da considerare, infatti, e’ che nessun animale puo’ essere modello sperimentale per altre specie, dunque i risultati ottenuti su animali non sono trasferibili all’uomo con efficacia, anzi possono perfino risultare fuorvianti, soprattutto in un campo cosi’ complesso come la dipendenza che ha chiari risvolti sociologici e psicologici non riproducibili in un topo chiuso in una gabbia di un laboratorio! Allora perche’ concedere una proroga a questi test? Quali interessi si vorrebbero cosi’ difendere? Sarebbe piu’ efficace e produttivo investire in ricerca che non fa uso di animali: e’ questa la vera avanguardia scientifica e l’unico futuro possibile se si vuole dare speranza ai giovani purtroppo vittime delle droghe”. Questi esperimenti, spiega la Lav, ”dovevano essere vietati per Legge nel 2017 ma il Ministro della Salute Beatrice Lorenzin ha prima concesso un anno di proroga e poi ha dato parere favorevole a un emendamento che si votera’ in Senato il 15 febbraio, con il quale questi test potranno continuare fino al 2021, per altri 5 anni e con decine di migliaia di animali uccisi”. Secondo quanto si apprende il parere del Ministero della Salute era limitato ad un solo anno e sono stati gli emendamenti parlamentari a portare il termine per il possibile utilizzo dei test a cinque anni. Allo stato infatti non risultano metodi alternativi certificati a questi test e l’introduzione di un divieto di utilizzo comporterebbe per l’Italia una procedura di infrazione.

Commenti

commenti