TRAFFICO DI CANI, DOPO IL SEQUESTRO CUCCIOLI CERCANO AFFETTO

TRAFFICO DI CANI, DOPO IL SEQUESTRO CUCCIOLI CERCANO AFFETTO

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Sedici cani deceduti, 35 sopravvissuti e tra questi molti bisognosi di cure a causa dello stress subito e della tenera età: è questo il tragico bollettino di un nuovo caso di traffico illecito di animali da compagnia, smascherato pochi giorni fa dal Corpo Forestale dello Stato in un capannone della provincia di Napoli. Introdotti illecitamente in Italia dall’Ungheria, con documentazione irregolare ed altri di incerta provenienza, privi di passaporti e microchip identificativi, molti cuccioli sono stati strappati prematuramente alle cure materne, e corrono il rischio di non sopravvivere. Sono stati affidati alle cure della LAV, custode giudiziaria, che vuole garantire a questi cuccioli (schar pei, bull terrier, spitz, cavalier king, labrador, maltese, barboncino, carlino, shitzu, terranova, jack russell, pinscher, bulldog) un’adeguata vita relazionale in una famiglia idonea: le richieste per accogliere questi dolcissimi cuccioli, possono essere inviate compilando il form su www.lav.it o telefonando allo 06 4461325. Vieni a conoscere Nuvola, Mirò, Mirtilla, Orlando e gli altri cuccioli su www.lav.it (http://www.lav.it/index.php?id=1916).
“Confidiamo nel massimo della pena per i responsabili dell’odioso reato di traffico illecito di animali da compagnia, con l’aggravante dell’età prematura e del decesso di un così alto numero di piccoli. Questi sequestri avvengono grazie alla Legge 201/2010 che ha finalmente dotato le nostre forze dell’ordine di un’efficace strumento di contrasto; è necessario intensificare i controlli ai confini e la vigilanza sui movimenti e gli scambi di animali, con verifiche approfondite anche presso le attività che si occupano di allevamento e vendita di animali – afferma Roberto Bennati, vicepresidente della LAV – Ora è indispensabile offrire ai sopravvissuti tutte le cure necessarie e, al più presto, una casa accogliente e sicura. Ringraziamo il Corpo Forestale, la Procura competente e la LAV di Verona, per l’importante ruolo svolto in questa vicenda”.
Il reato di traffico illegale di cuccioli, fenomeno che ogni anno in Italia coinvolge migliaia di animali, grazie all’Art.4 della Legge 201/2010, è punito con la reclusione da tre mesi a un anno e con la multa da euro 3.000 a euro 15.000. La pena è aumentata se gli animali hanno un’età accertata inferiore a dodici settimane o se provengono da zone sottoposte a misure restrittive di polizia veterinaria adottate per contrastare la diffusione di malattie trasmissibili proprie della specie. (Lav)

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