PO, BRACCONAGGIO NEL DELTA: INDAGA LA COMMISSIONE EUROPEA

PO, BRACCONAGGIO NEL DELTA: INDAGA LA COMMISSIONE EUROPEA

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Dopo le denunce di Wwf e Lipu. L’Italia deve rispondere

La Commissione europea indaga sul bracconaggio nel Delta del Po. L’inchiesta è stata avviata dal commissario europeo all’Ambiente, Janez Potocnik. Si aspetta ora la risposta delle autorità italiane. È partito tutta dalle denunce del Wwf, con una raccolta di firme online per sollecitare la risoluzione del problema, e della Lipu (Lega italiana protezione uccelli) sull’esistenza di appostamenti abusivi di caccia nell’area protetta.
La Commissione Ue, che avrebbe già trovato conferme sull’inadeguatezza delle misure di vigilanza, ha inviato una memoria “alle autorità italiane sull’efficacia dei provvedimenti adottati per porre rimedio all’attività di bracconaggio nel parco”.
Nel Delta del Po, uno dei siti di importanza comunitaria che rientra fra le zone di protezione speciale della rete Natura 2000, da anni si verificherebbero proprio episodi di bracconaggio. Tanto che sarebbero stati già accertati veri e propri abusi e violazioni. Oltre alle postazioni abusive, sarebbero stati trovati richiami acustici elettromagnetici e dispositivi per la caccia di specie protette, assieme ad armi semiautomatiche con più di due cartucce nel caricatore.
La Commissione, nell’ultima conferenza sulla caccia, cattura e commercio illegali di uccelli, aveva preso nota del problema chiedendo all’Italia di avviare un efficace sistema di protezione delle specie animali e di prendere eventuali provvedimenti per far fronte al problema del bracconaggio. Che cosa aspettiamo ad agire?

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