QUANDO IL CANE PUO’ ESSER PIGNORATO

QUANDO IL CANE PUO’ ESSER PIGNORATO

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Perché un cane è stato pignorato e venduto all’asta? Non era stata approvata una legge che lo vieta?

La legge 28 dicembre 2015, n. 221 ha modificato l’art. 514 c.p.c. (relativo alle cose assolutamente impignorabili) prevedendo espressamente, al numero 6­ bis), che non si possono pignorare «gli animali di affezione o da compagnia tenuti presso la casa del debitore o negli altri luoghi a lui appartenenti, senza fini produttivi, alimentari o commerciali».
Inoltre, con la nuova disposizione contenuta al n. 6 ­ter, ha escluso dalla pignorabilità anche «gli animali impiegati ai fini terapeutici o di assistenza del debitore, del coniuge, del convivente o dei figli».
 Ecco allora che per la legge processuale gli animali di affezione (cane, gatto, criceto, coniglio ma anche, ad esempio, cavallo e tutti gli animali impiegati nella pet therapy), pur rimanendo delle “cose” (ai fini della legge civile) non sono più pignorabili.

Tuttavia il tenore della norma porta ad escludere l’impignorabilità del cane laddove faccia parte di un allevamento.
 La circostanza che l’animale (considerato incoerentemente come “cosa” nell’ordinamento interno e come “essere senziente” secondo la definizione contenuta nell ‘art. 13 del Trattato sull’Unione Europea e sul funzionamento dell’Unione Europea -Trattato di Lisbona-) sia detenuto a fini produttivi ne determina la pignorabilità.

Al fine di arginare tale possibilità sono state prospettate alcune soluzioni come quella contenuta nella proposta di legge n.798 dell’on. Brambilla, volta ad introdurre un nuovo art. 2911 ­bis nel codice civile al fine di condizionare il pignoramento degli animali non domestici alla presentazione di una documentazione da parte del creditore procedente.
 Secondo quella proposta, infatti, «in caso di richiesta di pignoramento di animali non domestici, lo scopo patrimoniale o lucrativo deve risultare esclusivamente da un’idonea e attendibile documentazione fornita dal creditore istante all’ufficiale giudiziario all’atto della richiesta del pignoramento o da un’univoca documentazione altrimenti reperita dall’ufficiale giudiziario nei luoghi di pertinenza del debitore esecutato in sede di pignoramento».

La strada per la tutela degli animali è ancora in via di costruzione come dimostrano i recenti interventi normativi quale quello sull’impignorabilità degli animali d’affezione. Si tratta, come evidenziato, di un intervento che non consente comunque di superare la contraddizione esistente nel qualificare contemporaneamente l’animale di affezione come “cosa” e come essere senziente. Qualche passo per l’attuazione degli impegni internazionalmente assunti è stato fatto, ma siamo ancora lontani dalla piena esecuzione della valorizzazione del principio della «importanza degli animali da compagnia a causa del contributo che essi forniscono alla qualità della vita e dunque il loro valore per la società» e della concezione dell’animale come essere senziente.

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