SCUOLA, ON. BRAMBILLA: RICONOSCERE PER LEGGE DIRITTO A PASTI VEG

SCUOLA, ON. BRAMBILLA: RICONOSCERE PER LEGGE DIRITTO A PASTI VEG

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Lecco, Michela Brambilla politica e imprenditrice italiana, dal 12 maggio 2008 sottosegretario alla presidenza del Consiglio con delega al turismo nel IV Governo Berlusconi; nominata l'8 maggio 2009 Ministro del Turismo. 2010-05-08 © Cristian Castelnuovo / Massimo Sestini

“Non bastano le disposizioni ministeriali, occorre che le mense pubbliche e private convenzionate, a cominciare da quelle scolastiche, offrano sempre anche menù vegetariani o vegani. Approvando la mia proposta di legge, eviteremmo ai genitori che chiedono per i propri figli pasti senza derivati animali di dover ricorrere alla magistratura per veder riconosciuto il proprio diritto”. Lo sottolinea l’on. Michela Vittoria Brambilla, presidente della Lega italiana per la Difesa degli animali e  dell’ambiente, commentando la sentenza del Tar di Bolzano che ha dato torto al Comune di Merano per aver rifiutato, senza motivazione, di servire pasti vegani ad un bambino dell’asilo.

“La sentenza stessa – ricorda l’onorevole – cita le “Linee di indirizzo nazionale per la refezione scolastica” del 2010 che prevedono adeguate sostituzioni di alimenti correlate a ragioni etico-religiose o culturali, su semplice richiesta dei genitori. Ma questa direttiva, comprensiva evidentemente anche delle diete vegana e vegetariana, non è applicata da tutti i Comuni italiani: c’è chi la ignora e chi frappone ostacoli. Sarebbe quindi opportuno dare forza di legge a questa disposizione, come previsto dalla mia pdl, e attivare nelle scuole iniziative di promozione delle diete a base vegetale. E’ chiaro che un genitore responsabile ricorrerà sempre al consiglio del pediatra prima di estendere ai propri figli, specie se in tenerissima età, la sua personale scelta dietetica di adulto. Ma la dieta vegana non è una  stranezza o un’aberrazione, è un’opzione riconosciuta come valida dal ministero della Salute, con il contributo dell’Istituto Nazionale per la Ricerca e la Nutrizione, e sempre più diffusa nel nostro Paese, per le motivazioni più diverse: per rispetto verso gli animali, per tutelare l’ambiente, perché dà benessere”.

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