Animale e uomo, insieme su una nuova Arca

Animale e uomo, insieme su una nuova Arca

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Quando pensiamo al Paradiso Terrestre, luogo di ogni beatitudine perduta, uno solo è l’animale che prende di prepotenza il centro della scena: il Serpente.Scompaiono in un attimo sullo sfondo le moltitudini di creature terrestri, marine e del cielo, peraltro create al servizio dell’Uomo, insignificanti comparse senza storia nel dramma originario. Il Serpente assume, pur dovendo essere ritenuto privo di volontà propria e di libero arbitrio, una valenza simbolica negativa che lo relegherà nei secoli nella scomoda posizione dell’essere schiacciato sotto il piede della pur misericordiosa Vergine.
Inizia in quel momento la forte e ancora non superata opposizione che, nella nostra religione, contrappone l’Animale all’Uomo, la Natura alla Cultura, il Bene al Male in una visione oppositiva e ancora non del tutto risolta. Per questo gli animali, specie quelli meno servizievoli o, il che è lo stesso, meno sfruttabili, hanno avuto vita dura nel nostro mondo, una vita dura ancora presente nonostante qualche timida apertura di carattere filosofico e dottrinale.
Come è stato possibile che, nel secolo appena concluso, si siano potute mettere le basi di una nuova etica, di una filosofia inclusiva e non escludente, che alle poche voci che nel passato avevano preso la difesa degli animali e dei loro diritti si siano unite le tante, diffuse, appassionate ed in costante crescita, che fondano il movimento animalista?
Tra le tante ipotesi autorevoli trova forse spazio una considerazione di buon senso: il Novecento è stato il secolo in cui, con velocità senza precedenti, l’Uomo ha creduto di poter avere a portata di mano traguardi fino a quel momento ritenuti irraggiungibili: la libertà dalle malattie, dalla schiavitù del lavoro, dalla stessa limitazione terrestre con la conquista dello spazio (povera, indimenticata Laika…).
Ben presto ha dovuto prendere coscienza, nuovo Apprendista Stregone, che la superbia e l’arroganza che lo motivavano pretendevano una nuova, drammatica cacciata, diremmo meglio una non-entrata, in un Paradiso Terrestre inutilmente desiderato.
Sconsigliato dal guardare inutilmente in alto l’Uomo – e, non dimentichiamolo, anche la Donna – hanno preso a guardarsi attorno. E’ così che hanno faticasamente iniziato a scoprire il valore oggettivo dei propri simili, a tentare di superare le discriminazioni di ogni tipo su cui, fino a pochi decenni prima, avevano fondato arroganti presunzioni di prevalenza. E’ così che hanno scoperto, accanto a loro, i silenziosi, costanti, affettuosi compagni di viaggio: gli Animali. Dallo sguardo posato su di loro, e mille volte ricambiato, prende con ogni probabilità l’avvio di un nuovo patto, di un nuovo rapporto, di un nuovo sentire.
E’ come se guerre, distruzioni, stragi rendessero necessaria una nuova alleanza, una nuova Arca su cui salire tutti, persone e animali, per traghettare verso spazi più accoglienti proprio perchè condivisi. Viaggio lungo, difficile, sofferto. Ma pur sempre viaggio iniziato.

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