ORA L'ITALIA E' UN PO' PIU' MODERNA E CIVILE

ORA L'ITALIA E' UN PO' PIU' MODERNA E CIVILE

66
CONDIVIDI

Non capita spesso di poterlo dire, perciò godiamoci il momento: dalla scorsa settimana l’Italia è un po’ più moderna e un po’ più civile. Due storiche campagne del movimento animalista, diversissime tra loro, registrano altrettante vittorie. La prima riguarda la mobilità. Non c’era ragione perché un cane sano e ben educato non potesse viaggiare al seguito del proprietario sui treni ad alta velocità, eppure questa era la regola nostro paese. Dal 25 luglio, però, questo assurdo divieto sarà solo un ricordo, grazie all’accordo che ho firmato, in rappresentanza della Federazione italiana Associazioni Diritti Animali e Ambiente, con l’ad di Trenitalia, ing. Mauro Moretti. Finalmente, tutti i quattro zampe, di ogni taglia, potranno salire in treno, anche a bordo dei Frecciarossa, Frecciargento, Frecciabianca e ed Eurostar Italia. Considero questo risultato una conquista epocale, un contributo alla lotta contro l’abbandono e il randagismo ed un grande regalo per milioni di italiani che convivono con gli animali, al quale sono felice di avere contribuito.
La seconda vittoria conseguita è il sequestro di Green Hill. Per almeno due motivi: innanzitutto perché si tratta di un importante passo verso la definitiva cessazione di un’attività moralmente ripugnante e poi perché le prime risultanze delle indagini danno drammaticamente ragione a tutte le nostre denunce del passato. Ma i sigilli a Green Hill sono anche – vale la pena di sottolinearlo – il segno di un cambiamento nel modo di valutare i diritti degli animali. Soprattutto se, come sembra, gli inquirenti hanno dato l’interpretazione più corretta dell’articolo del codice penale (544 ter) che, nel definire il maltrattamento, si riferisce anche al mancato rispetto delle “caratteristiche etologiche” della specie: per un segugio come il beagle, una vita costantemente al chiuso di un capannone, con poca aria e poca luce, è già di per sé “maltrattamento” e imporgliela costituisce reato. Certo, vincere una battaglia non vuol dire vincere la guerra. Sarebbe un gravissimo errore abbassare la guardia proprio adesso: anche se Green Hill sarà definitivamente messa in condizione di non nuocere, è importante che il Senato approvi al più presto la norma che ho scritto per vietare su tutto il territorio nazionale l’allevamento di cani, gatti e primati destinati alla sperimentazione in vivo (art.14 della legge comunitaria per il 2011). Altrimenti c’è il rischio concreto che in qualche altro angolo della nostra bella Italia spunti all’improvviso un’altra, triste collina della vergogna.

Commenti

commenti