SEMPRE MENO API NEL MONDO, COLPA DEI PESTICIDI COMUNI

SEMPRE MENO API NEL MONDO, COLPA DEI PESTICIDI COMUNI

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Lo rivelano due studi appena pubblicati su “Science”

«Se un giorno le api dovessero scomparire, all’uomo resterebbero soltanto quattro anni di vita». Il calcolo è di Albert Einstein: niente api significa niente impollinazione, procedimento che fa nascere circa la metà della frutta e delle verdura commestibili. Dato che negli Stati Uniti e in diverse altre zone del mondo le api stanno effettivamente diminuendo, due team di studiosi hanno analizzato le cause del fenomeno. I risultati sono stati pubblicati sull’ultimo numero di Science (uscito il 29 marzo): a quanto pare è una categoria di pesticidi comuni, i neonicotinoidi, a uccidere le api.
«I componenti chimici di queste sostanze le disorientano, impedendo loro di rientrare nell’alveare dopo l’impollinazione», spiegano gli scienziati francesi autori del primo studio. Il team britannico che ha condotto il secondo studio, invece, ritiene che i neonicotinoidi influenzino la capacità delle api di portare sufficiente cibo negli alveari. «I pesticidi in questione interferiscono con la capacità di calcolare il fabbisogno alimentare: regine non nutrite, però, fanno meno larve», affermano i ricercatori.
Il dato che emerge dai due lavori, in ogni caso, è che a ridurre il numero di api sono sostanze comunemente usate in agricoltura. Anche piccole dosi sono in grado di creare problemi alle api: se non le uccidono, le rendono perlomeno più vulnerabili alle malattie. «Sarebbe meglio sospendere l’uso dei neonicotinoidi fino a che non verranno condotte altre ricerche», è la conclusione degli esperti.

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