QUANDO IL PROPRIETARIO E’ NEGLIGENTE

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Cosa rischia il proprietario di animali negligente?

Uno dei principali obblighi dei proprietari di animali, oltre alla cura, è la diligente custodia degli stessi. L’omessa custodia e il mal governo di animali sono infatti sanzionati dal nostro codice penale all’articolo 672 nella sezione dedicata alle contravvenzioni concernenti l’incolumità pubblica delle persone nei luoghi di pubblico transito o nelle abitazioni. In particolare l’articolo 672 del codice penale, depenalizzato dall’art. 33 della L. 24 novembre 1981, n. 689, prevede che chiunque lascia liberi, o non custodisce con le debite cautele, animali pericolosi da lui posseduti, o ne affida la custodia a persona inesperta, è punito con la sanzione amministrativa da euro 25 a euro 258. Alla stessa sanzione soggiace chi, in luoghi aperti, abbandona a sé stessi animali da tiro, da soma o da corsa, o li lascia comunque senza custodia, anche se non siano disciolti, o li attacca o conduce in modo da esporre a pericolo l’incolumità pubblica, ovvero li affida a persona inesperta; chi aizza o spaventa animali, in modo da mettere in pericolo l’incolumità delle persone. Per configurarsi l’ipotesi prevista dell’articolo 627 del codice penale, non occorre l’accertamento della pericolosità dell’animale: è sufficiente l’abbandono o l’inadeguata custodia in luogo aperto. Anche in relazione agli animali non pericolosi può porsi un problema di colpa nella custodia: in questo caso la colpa sarà generica cioè negligenza, imprudenza e imperizia (Cassazione penale sez. IV 23 settembre 2008 n. 41021).
Il precetto dell’articolo 672 del codice penale si completa sistematicamente con la norma prevista all’articolo 2052 del codice civile in materia di responsabilità extracontrattuale che prevede che il proprietario di un animale, o il detentore, è responsabile dei danni cagionati dall’animale, sia che fosse sotto la sua custodia, sia che fosse smarrito o fuggito, salvo che provi il caso fortuito. In particolare, il proprietario o detentore di un animale è tenuto a controllarlo sempre, al fine di evitare di creare situazioni di pericolo per i terzi, ed è altresì tenuto a controllare i movimenti e gli spostamenti dell’animale, a prescindere da una sua aggressività.
Numerose sono le sentenze della Cassazione penale intervenute sul tema. Secondo la sentenza della Cassazione, V sezione penale, n. 4672/2009, nemmeno nel cortile del proprio condominio si può lasciare il proprio cane libero di scorrazzare, senza guinzaglio e senza museruola, pena la responsabilità dei danni che l’animale può provocare a terzi.
Al fine di escludere l’elemento della colpa, rappresentato dalla mancata adozione delle debite cautele nella custodia dell’animale pericoloso, non basta che questi si trovi in un luogo privato o recintato, ma è necessario che in tale luogo non possano introdursi persone estranee (Cassazione penale sez. IV 14 marzo 2006 n. 14829), e che sia idoneo a prevenirne la fuga (Cassazione penale n. 47141/2007).
E’ bene osservare che l’obbligo di custodia di animali sorge ogni volta in cui sussista una relazione di possesso o di semplice detenzione tra l’animale e una data persona, in quanto l’art. 672 del codice penale collega il dovere di non lasciare libero l’animale o di custodirlo con le debite cautele al semplice possesso, da intendersi questo come detenzione anche solo materiale e di fatto, non essendo necessaria la proprietà in senso civilistico (Cass. n. 34813/2010).
Infine, qualora un incidente stradale venga causato dalla presenza su strada di un animale incustodito che, investito, provochi lo sbandamento di un veicolo, al proprietario dell’animale medesimo va addebitata la responsabilità del fatto per omessa custodia, sia pure, eventualmente, con il concorso di colpa della persona offesa, ove questa non si sia accorta tempestivamente dell’ostacolo prevedibile ed evitabile (Cassazione penale sez. IV 16 giugno 2011 n. 34070).
Bisogna poi fare particolare attenzione a non abbandonare il cane, o comunque i propri animali, per lungo tempo su balconi o terrazze, potendosi configurare, nelle ipotesi più gravi, l’illecito amministrativo di omessa custodia e malgoverno di animali, o addirittura il reato di maltrattamento di animali, il che può condurre fino al sequestro. Infatti, se i primi provvedimenti che possono essere adottati sono multe per omessa custodia, al persistere della situazione si può arrivare fino al sequestro definitivo degli animali.
Nel caso in cui un animale non correttamente custodito provochi a terzi lesioni personali, il proprietario dell’animale stesso si renderà responsabile del reato di lesioni personali colpose ex art. 590 del codice penale (Tribunale di Arezzo 29 marzo 2007). In conseguenza di ciò è sempre bene tutelarsi stipulando una assicurazione sulla responsabilità civile, così da essere sollevati dal pagamento di un eventuale risarcimento danni.

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