CIRCHI CON ANIMALI, IL NO DEI VETERINARI ITALIANI

CIRCHI CON ANIMALI, IL NO DEI VETERINARI ITALIANI

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“Ci appare evidente che gli animali, in particolare se selvatici, non possano essere detenuti per scopi ludici dell’uomo”. E’ il passaggio saliente della nota pubblicata sul sito della Federazione nazionale degli ordini veterinari (Fnovi) che riassume il “position paper” inviato ai ministri della Salute e dei Beni culturali, al presidente del Senato e alla commissione di palazzo Madama impegnata nell’esame del disegno di legge 2287-bis sullo spettacolo dal vivo. Il testo,com’è noto, prevede la graduale dismissione degli animali dai circhi.
Nel 2015, ricorda la nota, la professione medico veterinaria europea (FVE) ha voluto dichiarare pubblicamente che nei circhi non esiste la possibilità che il benessere degli animali e il rispetto delle loro esigenze etologiche siano garantiti, nonostante le attività svolte dai medici veterinari in materia di prevenzione e di terapia delle malattie degli animali.
Ma già a dicembre 2006 la revisione del Codice deontologico della professione medico veterinaria la Fnovi aveva introdotto il concetto di essere senziente e allo stesso anno risale il lavoro “A review of the welfare of wild animals in the circuses” del prof Harris e colleghi.
“Come professione medica, quindi basata sulle conoscenze scientifiche, ma anche come esseri umani e quindi responsabili della tutela degli animali che possediamo – specificano i veterinari – ci appare evidente che gli animali, in particolare se selvatici, non possano essere detenuti per scopi ludici dell’uomo”.
La nota prosegue sottolineando: “Come medici veterinari, consapevoli del ruolo di garanti della salute, del benessere degli animali e della salute pubblica, vogliamo essere promotori di un approccio scientifico anche nell’ambito di attività definite “tradizionali” che nell’attuale contesto socio – culturale oltre ad essere anacronistiche, propongono una visione distorta del rapporto uomo – animale che non tiene in considerazione alcuna il rispetto delle esigenze etologiche degli animali. I metodi utilizzati per ottenere comportamenti innaturali e spesso opposti alle caratteristiche di specie, la convivenza forzata di specie diverse, come preda – predatore (ad esempio leoni in groppa ai cavalli), i fattori stressogeni come luci, rumori, dimensioni ridotte delle gabbie sono solo alcuni degli aspetti caratterizzanti gli spettacoli circensi con animali che non rispettano gli animali né lasciano spazio di miglioramento. Gli spettacoli circensi con animali sono quanto di più lontano si possa immaginare dai concetti di convivenza e di possesso responsabile degli animali, concetti dei quali siamo convinti sostenitori e promotori”.
La soluzione, conclude il comunicato, “non può che essere la progressiva dismissione degli animali dai circhi come prevista dal Disegno di Legge 2287- bis sul Codice dello Spettacolo”.

Sulla stessa linea anche la Lav. “Il superamento dei circhi con animali, a favore di un circo contemporaneo senza animali è già una realtà economicamente attiva in Italia e in Europa, come sottolineato nel rapporto del CENSIS (http://www.lav.it/news/indagine-censis-circhi) presentato il 15 febbraio alla stampa e nel corso di un workshop (http://www.lav.it/news/lion-ark-senato) al Senato il 22 marzo – dichiara Gaia Angelini, responsabile LAV area Animali Esotici e conclude – i tempi sono maturi per fare un bel passo avanti nella tutela dei diritti animali, dicendo per sempre no a forme di spettacolo crudeli ed anacronistiche”.

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