ROMA, TAR: “NO A ORDINANZE URGENTI CONTRO I BOTTI”

ROMA, TAR: “NO A ORDINANZE URGENTI CONTRO I BOTTI”

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Non e’ legittimo adottare ordinanze ‘urgenti’ per fronteggiare la questione dei ‘botti’ di Capodanno. Per questo, il Tar del Lazio ha annullato l’ordinanza con la quale il 22 dicembre scorso il sindaco di Roma, Virginia Raggi, aveva disposto su tutto il territorio capitolino il divieto di utilizzo dei ‘botti’ a far data dal 29 dicembre e fino alla mezzanotte del primo gennaio scorsi. Tutto cio’, in accoglimento di un ricorso proposto da SfxBattistelli, Ditta Individuale Pirotecnica MI.VA. di Contarelli Bruno, DP Group, Ditta Individuale Pirotecnica Stefano Nomaro, Ditta Individuale La Pirotecnica di Emanuele Bonsanti, Ditta Individuale Orzella Antonio e Ditta Individuale Proietti Muzi Ada, ovvero aziende titolari di attivita’ di vendita al dettaglio di prodotti pirotecnici nel Comune di Roma. Tutto ha inizio con la contestata ordinanza sindacale urgente che ha sancito il divieto assoluto per lo scorso Capodanno di usare materiale esplodente, fuochi artificiali, petardi, botti, razzi, nonche’ di materiale esplodente ‘declassificato’, a meno di metri 200 dai centri abitati, dalle persone e dagli animali. Il senso fu relativo all’urgente necessita’ di adottare misure idonee a garantire l’incolumita’ pubblica, la sicurezza urbana, la protezione degli animali e assicurare le necessarie attivita’ di prevenzione sul territorio comunale. Per il Tar, nonostante l’ordinanza contestata abbia spiegato i suoi effetti (si riferiva al solo Capodanno scorso), l’interesse al ricorso permane, in quanto “puo’ ritenersi costituito, trattandosi di provvedimenti il cui contenuto precettivo e’ reiterabile, anche dall’esigenza di evitare che atti di analogo contenuto siano posti in essere in futuro”. Il ricorso e’ stato ritenuto fondato, in quanto i giudici sostengono che “non e’ legittimo adottare ordinanze contingibili ed urgenti per fronteggiare situazioni prevedibili, le quali, invece, potrebbero essere utilmente fronteggiate e disciplinate con i mezzi ordinari”. La conclusione e’ che “l’assenza di imprevedibilita’ della situazione disciplinata con l’ordinanza contingibile ed urgente rende fondata la censura” proposta, e “determina l’accoglimento del ricorso e l’annullamento dell’ impugnata ordinanza, salve le ulteriori determinazioni che, nell’esercizio della propria potesta’ discrezionale, l’amministrazione comunale vorra’ eventualmente adottare per fronteggiare in futuro, avvalendosi dei mezzi ordinari messi a disposizione dall’ordinamento, le situazioni di criticita’ riscontrate, a tutela dei delicati interessi pubblici che vengono in rilievo”.

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