CANI, QUANDO SERVE IL “PATENTINO”

CANI, QUANDO SERVE IL “PATENTINO”

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E’ obbligatorio il patentino per il proprietario di un cane?
Non è obbligatorio, ma ci sono casi in cui è previsto. Vediamo quando e perché.
Preliminarmente occorre specificare che, secondo quanto stabilito dalla normativa in materia, il proprietario di un cane è sempre responsabile del benessere, del controllo e della conduzione dell’animale e risponde, sia civilmente che penalmente, dei danni o lesioni a persone, animali o cose provocati dall’animale stesso. Anche chi, a qualsiasi titolo, accetti di detenere un cane non di sua proprietà, se ne assume la responsabilità per tutto il relativo periodo.
Ai fini della prevenzione di danni o lesioni a persone, animali o cose il proprietario e il detentore di un cane devono adottare determinate misure di sicurezza, quali, ad esempio, utilizzare sempre il guinzaglio a una misura non superiore a metri 1,50 durante la conduzione dell’animale nelle aree urbane e nei luoghi aperti al pubblico, fatte salve le aree per cani individuate dai Comuni; o portare con se’ una museruola, rigida o morbida, da applicare al cane in caso di rischio per l’incolumità di persone o animali o su richiesta delle autorità competenti. Così come è fatto obbligo a chiunque conduca il cane in ambito urbano raccoglierne le feci e avere con sé strumenti idonei alla raccolta delle stesse.
In attesa dell’emanazione di una disciplina normativa organica, al fine di rafforzare il sistema di prevenzione del rischio di aggressione da parte di cani basato non solo sull’imposizione di divieti e obblighi per i proprietari e detentori di cani, ma anche sulla formazione degli stessi per migliorare la loro capacità di gestione degli animali, la materia è regolata dall’ordinanza 6 agosto 2013 del Ministero della Salute (GU n.209 del 6-9-2013), da ultimo prorogata con ordinanza 13 luglio 2016. Questa prevede l’istituzione di percorsi formativi per i proprietari di cani, in conformità al decreto ministeriale 26 novembre 2009, con rilascio di un attestato di partecipazione denominato “patentino”. I percorsi formativi sono organizzati dai Comuni congiuntamente ai servizi veterinari delle aziende sanitarie locali, i quali possono avvalersi della collaborazione di ordini professionali dei medici veterinari, facoltà di medicina veterinaria, associazioni veterinarie e associazioni di protezione animale. La partecipazione al percorso formativo per tali fruitori è su base volontaria.
Il medico veterinario informa i proprietari di cani in merito alla disponibilità di percorsi formativi e, nel caso ne ravvisi la necessità, nel prevalente interesse della salute pubblica, segnala ai servizi veterinari dell’azienda sanitaria locale la presenza, tra i suoi assistiti, di cani che richiedono una valutazione comportamentale, in quanto impegnativi per la corretta gestione ai fini della tutela dell’incolumità pubblica. I Comuni, quindi, su indicazione dei servizi veterinari, decidono, nell’ambito del loro compito di tutela dell’incolumità pubblica, quali proprietari di cani hanno l’obbligo di svolgere i percorsi formativi. In questo caso, i proprietari dei cani devono seguire il percorso obbligatorio prescritto dal veterinario ufficiale, che può avvalersi della consulenza di un medico veterinario esperto in comportamento animale per una valutazione comportamentale sul cane volta ad individuare il percorso formativo e terapeutico più idonei. I risultati del percorso formativo sono soggetti a verifica periodica da parte del servizio veterinario.
L’obbligatorietà del percorso formativo nasce, altresì, a seguito di episodi di morsicatura, di aggressione o sulla base di altri criteri di rischio. Al termine del percorso formativo il proprietario deve effettuare un test di verifica predisposto dal servizio veterinario ufficiale volto a valutare le conoscenze acquisite e al conseguente rilascio del patentino. Le spese per i percorsi formativi sono a carico del proprietario del cane.

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