LA LAV COMPIE 40 ANNI. IL CONGRESSO A ROMA A GIUGNO

LA LAV COMPIE 40 ANNI. IL CONGRESSO A ROMA A GIUGNO

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Il 28 maggio 1977 nasceva la Lav: quest’anno l’associazione compie 40 anni di storia e azioni dalla parte degli animali. Questo traguardo sarà il tema centrale del Congresso nazionale Lav, in programma a Roma (Palazzo Santa Chiara) venerdì 9 – sabato 10 e domenica 11 giugno. Ai ’40 anni di LAV’ sarà dedicata una mostra che ripercorrerà le tante battaglie dell’associazione per mettere fine alla vivisezione, alle pellicce, a circhi e zoo, alla caccia, contrastare la zoomafia, l’abbandono di animali e il traffico di cuccioli, fino a scelte sempre più condivise come la moda animal free e la scelta veg.Il meeting proseguirà domenica 11 giugno con gli adempimenti congressuali: l’illustrazione e la votazione del bilancio consuntivo 2016, la presentazione e il voto del Documento di Programmazione delle attività 2018 e di alcune modifiche statutarie.”Fondata a Roma – afferma la Lav in una nota – nel 1977 da nove donne e uomini in una stanza in Via dei Portoghesi 18, prestata da uno dei soci e trasformata subito in una sede, grazie a un ciclostile di seconda mano i volontari iniziarono a fare volantinaggi, a mostrare foto della violenza sugli animali e con dei tavolini “da pittore” a raccogliere firme, sull’onda del clamore suscitato dal libro “Imperatrice Nuda” di Hans Ruesch. Con pochi mezzi ma con un grande sogno di equità e giustizia per tutte le specie, i primi attivisti Lav sono stati dei veri pionieri in tema di diritti degli animali”. “E’ passato del tempo – aggiunge l’associazione animalista – da quando nel 1978 depositammo in Parlamento la prima Proposta di Legge d’iniziativa popolare per l’abolizione della vivisezione, raccogliendo all’epoca 270 mila firme di sostegno, battaglia per la quale l’associazione è nata, per poi occuparsi di tutte le forme di uso e sfruttamento degli animali. E così nel 1993 abbiamo ottenuto la prima Legge al mondo che consente l’obiezione di coscienza alla vivisezione per studenti universitari e ricercatori (Legge 413/93), fino alla lunga battaglia europea (2013) per mettere fine ai test cosmetici sugli animali, alla clamorosa condanna in due gradi di giudizio per i vertici dell’allevamento di beagle Green Hill. E poi gli importanti effetti restrittivi in tema di sperimentazione animale introdotti dal decreto Legislativo n.26/2014, grazie al quale le fabbriche di cuccioli come ‘Green Hill’ non sono più legali in Italia, come la protezione e le vittorie per i nostri cugini più prossimi, dagli scimpanzè, ai gorilla, ai macachi. La nostra battaglia antivivisezionista in questi anni ha segnato una chiara impronta culturale e politica, ma si potrà fare di più e meglio favorendo in ogni ambito i modelli sostitutivi di ricerca, come abbiamo iniziato a fare con l’Università di Pisa, di Bologna e l’Istituto Tumori di Genova: il presente e il futuro della ricerca scientifica è senza animali”.

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