BRESCIA, APRE LA CACCIA ALLA VOLPE. L’OBIETTIVO? “RIDUZIONE QUASI TOTALE”

BRESCIA, APRE LA CACCIA ALLA VOLPE. L’OBIETTIVO? “RIDUZIONE QUASI TOTALE”

1325
CONDIVIDI
volpe.png

La terribile e vergognosa caccia alla volpe la Gran Bretagna è stata vietata nel 2005 ma, paradossalmente, potremmo ritrovarcela in Lombardia. Per la prima volta dal 2009 in Lombardia è stata autorizzata una campagna di contenimento, valutando che gli esemplari in circolazione siano diventati troppi.

Come riferisce Bresciaoggi la zona interessata è quella del medio-basso lago di Garda, nelle zone comprese da Salò e San Felice fino alla Valtenesi e le colline moreniche, oltre a una fascia dell’ovest bresciano che da Iseo scende fino a Rudiano. Agli abbattimenti provvederanno i cacciatori abilitati per la selezione dalle autorità provinciali, con effetto a partire dal primo giugno. Una decisione folle, soprattutto se consideriamo che il piano che non pone limiti quantitativi precisi agli abbattimenti: non c’è, che si sappia, un target definito.

«A seguito della richiesta formulata dall’Ambito territoriale unico di caccia – fanno sapere dal Corpo di Polizia provinciale – la Regione Lombardia ha approvato un Piano di controllo numerico delle popolazioni di volpe della zona Zrc (Zone di ripopolamento e cattura) e Zra (Zone di rifugio e ambientamento), sedici ambiti in cui è vietata l’attività venatoria». Il motivo? «Le azioni di controllo selettivo consentiranno di favorire la produzione di selvaggina come lepri, starne e fagiani, riducendo il numero di volpi presenti e di fatto l’attività predatoria».

Non sono indicati numeri sulla quota da abbattere, ma si parla di «riduzione quasi totale», che vuol dire eliminarne più che si può. Il piano di contenimento provinciale è quinquennale e prevede in ogni caso la ricognizione annuale, per eventuali rimodulazioni degli obiettivi.

Commenti

commenti