Green Hill, la vittoria delle associazioni animaliste

Green Hill, la vittoria delle associazioni animaliste

79
CONDIVIDI

Il sequestro – convalidato – dei beagle di Green Hill rappresenta una strepitosa vittoria delle associazioni animaliste e dei tantissimi che vogliono la fine dell’indegna partica della sperimentazione sugli animali.
Anche il grandissimo sforzo congiunto per l’affidamento dei 2400 cani sottratti a quella struttura segna in maniera irreversibile il cammino del nostro Paese nella direzione di una diversa sensibilità nei confronti degli animali e soprattutto non potrà non pesare nelle decisioni che il Parlamento si accinge a prendere in materia.
In questo momento, faticosissimo ed esaltante, si fanno sentire le voci di quanti, in piena legittimità, si chiedono perchè uno sforzo analogo non venga posto in essere per salvare e dare una casa ai tanti, troppi cani ancora presenti nei canili, soprattuto in quelli del meridione d’Italia.
E’ un appello accorato da parte delle tante persone che, quotidianamente e in condizioni di assoluto disinteresse delle istituzioni e della macchina mediatica, lottano per dare una possibilità ai tanti, troppi cani ancora senza una casa, ancora nei canili spesso, molto spesso, del tutto inadeguati.
Ricordare che anche in questi giorni difficili non si è interrotta da parte nostra l’attività di accoglienza di tante creature di strada non fornisce una risposta esaustiva.

Provo a mettere insieme alcune considerazioni.
In primo luogo, il sequestro di Green Hill rappresenta un evento “straordinario” se rapportato alla cosiddetta “ordinarietà” del fenomeno del randagismo e dell’abbandono dei cani. Un evento che corona anni di lotte, di azioni spesso pagate sulla propria pelle, di guerra dichiarata ai vivisettori. Sapere che dentro le mura asettiche di Green Hill venivano allevate, nelle condizioni che hanno convinto il magistrato al sequestro e il tribunale del Riesame alla convalida, delle povere creature destinate ineluttabilmente ad una fine drammatica ha toccato profondamente l’animo di migliaia di persone. Ciascuno di loro si è sentito disponibile ad accogliere una creatura per strapparla alla morte certa. Forse la differenza è stata proprio questa: per i cani dei canili si pensa, magari sbagliando, che possa esistere una posssibilità di adozione mentre per quelli di Green Hill il sentimento diffuso è stato quello di dare la propria disponibilità – ora e subito – per strappare una cratura alla morte certa e, soprattutto, alle sofferenze della sperimentazione animale.
Sono profondamente convinta che l’ondata di generosità che porterà, dopo questa estate indimenticabile, a dare una casa ai cani di Green Hill, avrà conseguenze positive.
Non voglio vedere la cosa nei termini che una accoglienza per i cani di Gree Hill significhi una possibilità in meno per i cani dei rifugi. Credo invece che questa gara di generosità spingerà tante persone, che magari non ci avevano ancora pensato, a compiere l’atto generoso della adozione di un trovatello. Posso testimoniare che anche in questi giorni, alle persone che davano disponibilità per i beagles magari da località lontane, è stato proposto, per evitare spostamenti lunghi e stressanti, di adottare un cane da un canile vicino e lo hanno fatto con gioia.
Voglio considerare Green Hill, oltre che un evento concreto di salvezza di tanti cani, oltre che una vittoria fantastica e fino a poco tempo fa impensabile contro il colossi internazionali della vivisezione, oltre che una dichiarazione di volontà dell’intero Paese rivolta ai politici per dire loro un “Basta!” fortissimo e definitivo alla sperimentazione animale, anche come la più straordinaria campagna di sensibilizzazione delle coscienze nei confronti degli animali. Quelli indifesi di Green Hill, allevati in una condizione di disumana asetticità solo per destinarli alla morte, e quei tanti, troppi che per la colpevole inerzia delle istituzioni sono condannati a vivere vite anaffettive in canili che spesso sono dei lager, o addirittura a trovare stenti e morte per la strada.

Con Green Hill sono stati raggiunti risultati di non ritorno:
– l’importantissimo precedente delle decisioni della Magistratura
– la straordinaria risposta corale dei cittadini
– il segnale non più trascurabile dato alla classe politica
– il compattamento delle Associazioni animaliste grandi e piccole e il loro sforzo congiunto
– il grande effetto mediatico sulla opinione pubblica, certo più efficace di qualsiasi precedente campagna per l’accoglienza di un cane.

Desidero anticipare che, a conclusione degli affidi dei beagles, l’Enpa è pronta a proporre alle tante persone che avrenno dato la disponibilità e che, per motivi di numeri, non avranno potuto avere un beagle, di adottare cani dei canili segnalando situazioni delle diverse parti d’Italia.
Lo stiamo già facento con tante persone che ci contattano magari da posti troppo lontani. Contuinueremo a farlo, consapevoli che la visibilità dei cuccioli di Green Hill avrà forse potuto dare una possibilità in più ai tanti, troppi cani che, nelle situazioni più disagiate e spesso drammatiche, aspettano una casa e quell’amore a cui hanno diritto.

Dedicato a Lupo, Lupa, Diana, Mera e Neo, trovatelli di Ruvo di Puglia, sottratti alla strada e accolti sabato in piena coincidenza con le operazioni di affido a Green Hill.

Commenti

commenti