ECCO CHI E PERCHE' UTILIZZA I BEAGLE IN ITALIA A FINI SPERIMENTALI

ECCO CHI E PERCHE' UTILIZZA I BEAGLE IN ITALIA A FINI SPERIMENTALI

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Nel mirino dei dati della Lav i nostri ricercatori

Perché si usano cani beagle a fini sperimentali, chi utilizza cani in Italia e per quali esperimenti: la LAV – Lega Anti Vivisezione – alla quale si deve il sequestro di tutti i circa 2400 cani beagle, destinati ai laboratori, dell’allevamento Green Hill di Montichiari (Brescia) per i quali sono ancora in corso in questi giorni le operazioni di affido – torna a denunciare uno degli aspetti più controversi della ricerca, ovvero l’utilizzo del miglior amico a dell’uomo.
Il beagle continua ad essere la razza di cani più utilizzata nella ricerca, scelta che non ha alcuna base scientifica, ma è stata “selezionata” vista la “comodità” del modello: taglia di facile stabulazione, lunghezza e tipo di pelo (per iniezioni e prelievi), resistenza cardiaca, temperamento docile e capacità di vivere in gruppo.
Le applicazioni su questa specie sono moltissime: studi di tossicità per le sostanze industriali (si ricorda a tal proposito la Normativa REACH relativa ai test chimici che provocherà l’uccisione di 54 milioni di animali in Europa); tossicità per le sostanze d’abuso, come alcol e stupefacenti; trapianto di organi e tessuti; cancro; test bellici; ricerca di base in qualsiasi settore (compresi quelli sulla deprivazione materna e sull’erezione, prodotta fisicamente, tramite scosse elettriche e impianti odontoiatrici per testare nuovi apparecchi sulla dentatura del cane, con estrazioni e trapianti negli alveoli). L’elenco sarebbe pressoché infinito, perché si può investigare e utilizzare qualsiasi parte dell’organismo, cervello compreso, del cane come delle altre specie. A tale proposito le statistiche europee confermano l’assenza di diminuzione del ricorso ai beagle, e agli animali in generale, anzi sottolineano l’aumento dell’uso di animali in campi fortemente invasivi come le modificazioni genetiche che fanno nascere animali già ammalati e/o sofferenti dalla fase gestionale.
Ecco chi, secondo i dati del ministero della Salute risalenti al 2008 e al 2009, chi utilizza cani in Italia e per quali esperimenti:
•Wyeth Lederle S.p.a. – Catania: studio tossicità a 1 mese, 3 mesi, 6 mesi, 9 mesi e 12 mesi, senza anestesia
•Ditta Sigma Tau – Pomezia (Roma): Safety nuovi farmaci via orale e parentale sulle funzioni cardiovascolari e QT, senza anestesia
•Research Toxicology Center S.p.a. – Pomezia (Roma): innocuità di farmaci, prodotti chimici, biocidi, addittivi alimentari e dispositivi medici, senza anestesia
•Recordati Industria Chimica e Farmaceutica S.p.a. – Latina: molecole farmacologicamente attive su disfunzioni apparato urogenitale e apparato cardiovascolare
•Università degli Studi di Milano: attività moxidectina iniettabile contro Dirofilaria repense, senza anestesia
•Università degli Studi di Bari: valutazione innocuità ed efficacia stipite attenuato di canine coronavirus
•Ditta Abiogen Pharma S.p.a. – Pisa: tossicità somministrazioni ripetute a 1 mese, terapia dell’enfisema, antiossidante, ansiolitico, antidepressivo, senza anestesia
•Istituto Ricerche P.Angeletti S.p.A. – Pomezia (Roma): ADME composti candidati preclinici, senza anestesia
•Università di Bari: prova clinica di campo efficacia dell’imidacloprid e permetrina, prevenzione malattie da artropodi (zecche e flebotomi)
•Wyeth Lederle S.p.a. – Catania: aumento numero animali all’autorizzazione decreto n.51/2008-C
“Gli esperimenti senza anestesia, sono i più invasivi perché il cane è totalmente vigile durante tutta l’operazione e il dolore non viene alleviato in alcun modo – rivela la biologa Michela Kuan, responsabile nazionale LAV settore Vivisezione -.Oltre ai cani, in Italia sono quasi 900 mila gli animali uccisi per questa falsa scienza in 600 stabulari, un numero incredibilmente alto, considerata l’estensione geografica del nostro Paese. Ogni anno nel mondo si raggiunge la sconcertante cifra di 150 milioni di animali allevati, utilizzati e uccisi per dati non trasferibili all’uomo, alimentando una ricerca inutile e dannosa.”
Ogni contributo, anche il più piccolo, in favore dei beagle di Green Hill – 930 i cani che saranno affidati nei prossimi giorni, circa 1470 i beagle già affidati grazie alla straordinaria mobilitazione di decine di attivisti LAV e di tante famiglie – sarà importante per aiutare la LAV – Lega Anti Vivisezione a portare avanti le numerose attività indispensabili per questa battaglia di civiltà.

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