TORINO, DOPO IL CORTEO SI RIAPRE LA QUESTIONE ZOO

TORINO, DOPO IL CORTEO SI RIAPRE LA QUESTIONE ZOO

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SOS Gaia insieme alle maggiori sigle dell’animalismo e ambientalismo nazionale dall’inizio dell’anno ha attivato la Campagna “No Zoo 2017” per contrastare il progetto della riapertura dello zoo di Torino in Parco Michelotti. Tra queste, una petizione al Consiglio Comunale a seguito della quale il Comune di Torino ha riaperto la discussione e ha deciso di istituire una Commissione congiunta per analizzare e rivalutare la delibera. La questione di riproporre uno zoo nel Parco Michelotti e la sua privatizzazione è quindi ancora aperta e tutta da definire.
Nel pomeriggio dello scorso 6 giugno, nella Sala Orologio del Palazzo Civico di Torino, di fronte ai componenti della VI Commissione, è stata discussa la petizione “No alla riapertura dello zoo in Parco Michelotti”.
Rosalba Nattero, prima firmataria, ha esposto le ragioni della petizione, seguita da Monica Fontana e da Alessandro Piacenza. I relatori hanno evidenziato, oltre ai motivi etici e ambientali, l’inconsistenza della paventata penale milionaria o del danno erariale in caso di recessione dal progetto, come confermato dalla dichiarazione congiunta di 15 illustri giuristi di tutta Italia.
I firmatari della petizione hanno anche ribadito di essere pienamente favorevoli alla riqualificazione dell’area e della sua restituzione al libero utilizzo da parte dei cittadini, ma di non poter accettare questa assegnazione, che, privatizzando il parco, ripropone al suo interno una nuova prigione per animali.
Trent’anni fa chiudeva lo zoo di Torino dopo le migliaia di proteste dei cittadini che non sopportavano più il triste spettacolo degli animali in gabbia, stressati e depressi, proprio nel cuore della città in mezzo al traffico cittadino. La chiusura del vecchio zoo ha rappresentato una pietra miliare per i diritti degli animali e il Parco Michelotti era diventato il simbolo della liberazione animale. Ma ora, trent’anni dopo, se il progetto andrà avanti, la città farà un salto involutivo di decenni perdendo quella caratteristica di città sensibile agli animali che aveva acquisito in questi ultimi anni.
Purtroppo l’amministrazione attuale, contraddicendo quanto promesso in campagna elettorale, non sta facendo nulla per evitare un nuovo lager per gli animali e sta di fatto mostrando una continuità con l’amministrazione precedente.
La Campagna No Zoo 2017 ha promosso una serie di iniziative che hanno visto il loro apice nella grande manifestazione del 27 maggio a Torino che SOS Gaia ha organizzato insieme alle maggiori sigle dell’animalismo e ambientalismo nazionale.
La grande mobilitazione ha ridato energia alla protesta e ha segnato una svolta nella battaglia contro lo zoo riaccendendo le speranze di fermare il progetto. Insieme a SOS Gaia fanno parte del Comitato promotore ENPA, LAC, LAV, LEAL, LEGAMBIENTE, LIDA, OIPA, PRO Natura in collaborazione con Animal Renegades e con il sostegno di LEIDAA e VEGANOK Network. Intorno ad esso si sta formando un vasto movimento costituito da più di 40 associazioni animaliste e ambientaliste, tutte unite nell’unico intento di fermare il progetto della riapertura di un lager per animali che farebbe retrocedere la città di Torino.
Gli organizzatori hanno dichiarato: “non è pensabile che oggi quel luogo simbolo torni ad ospitare uno zoo. Se questo dovesse essere realmente realizzato, ciò non rappresenterebbe soltanto un gravissimo sfregio per la città di Torino, ma un duro colpo per tutto il movimento animalista e ambientalista e per chiunque si batta a tutela degli spazi pubblici contro privatizzazioni e cementificazioni. Non si tratta quindi di una battaglia locale, ma di una lotta che riguarda tutti, senza limiti geografici.”
SOS Gaia insieme alle associazioni animaliste e ambientaliste e a tutti coloro che amano e rispettano gli animali e l’ambiente, non si fermerà nell’azione contro la riapertura dello zoo in Parco Michelotti. Dopo la manifestazione nazionale del 27 maggio il Comitato promotore ha intenzione di proseguire nella protesta fino al totale annullamento del progetto.

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