LUPI E ORSI, LAV: NO ALLA “SOLUZIONE FINALE” DI TRENTO E BOLZANO

LUPI E ORSI, LAV: NO ALLA “SOLUZIONE FINALE” DI TRENTO E BOLZANO

268
CONDIVIDI
lupo.jpg

Le province autonome di Trento e Bolzano hanno inviato nei giorni scorsi ai Ministeri competenti uno schema di norma di attuazione dello Statuto speciale mediante la quale intendono demolire le garanzie imposte per la gestione di Orsi e Lupi dalla Direttiva Habitat, che ne vieta cattura, uccisione e detenzione, salvo deroghe in casi eccezionali.

In altre parole Trento e Bolzano vogliono mano libera per poter decidere, senza troppi intralci, della vita e della morte di Lupi e Orsi che vivono in quelle zone. Se la proposta fosse approvata dal Consiglio dei Ministri le due Province autonome non avrebbero più bisogno di alcun pretesto per uccidere Lupi e Orsi, il cui abbattimento diverrebbe una prassi gestionale.

In questi giorni la norma si trova all’esame dei Ministeri competenti, superato il quale dovrà essere approvata dal Consiglio dei Ministri sotto forma di decreto legislativo, per poi essere infine emanata dal Presidente della Repubblica.

“Ci appelliamo al Presidente del Consiglio Gentiloni e al Presidente della Repubblica Mattarella perché non appongano la loro firma a questo nuovo abominio che comporterebbe il massacro di animali protetti dalle direttive comunitarie, della cui violazione saranno ritenuti responsabili tutti i cittadini italiani”, dichiara Massimo Vitturi, responsabile LAV Area Animali Selvatici.

Un vero e proprio affronto istituzionale, che vuole togliere di mezzo il controllo che lo Stato è chiamato ad esercitare sulle eventuali deroghe allo stringente regime di protezione cui sono sottoposti gli animali. Una inaccettabile arroganza delle due province autonome, che dopo aver ottenuto mano libera sui calendari venatori per impedire i ricorsi al TAR che negli scorsi anni hanno salvato migliaia di marmotte, ora se la prendono con Lupi e Orsi.

Di questo passo nessun animale selvatico sarà più al sicuro in Trentino Alto Adige! Lo Stato non potrebbe più imporre il suo controllo indicando l’utilizzo dei metodi non cruenti e qualsiasi altra soluzione che eviti di dare la parola ai fucili. In un caso come quello di KJ2, ad esempio, la provincia di Trento non avrebbe neppure bisogno di ipotizzare un tentativo di cattura per captivazione permanente.

“Già con l’uccisione di KJ2 la ‘gestione’ della situazione ha dimostrato tutta l’incapacità della Provincia di Trento a convivere con la presenza degli orsi sul territorio. Come nel caso di Daniza, gli interessi di partito hanno avuto ragione sulla buona amministrazione, incapace di coniugare le diverse istanze sociali, sfociate in muro contro muro fra coloro che vorrebbero deportare o sterminare gli orsi e coloro che ne vorrebbero un efficace regime di tutela”, aggiunge Vitturi.

Per protestare contro l’uccisione di KJ2, e in ricordo di Daniza e degli altri orsi rinchiusi a vita, la LAV, insieme ad altre Associazioni, organizza per domenica 10 settembre una Manifestazione nazionale a Trento, con partenza alle ore 10,00 da Piazza Pasi.

“Faremo sentire forte la nostra voce per la spietata uccisione di KJ2 e il conseguente abbandono a sé stessi dei suoi cuccioli: chiederemo con forza alla politica locale il rispetto del progetto Life Ursus, che prevedeva uno specifico capitolo per la diffusione di informazioni allo scopo di favorire la convivenza tra orsi e le attività umane”, conclude la LAV.

Commenti

commenti