ORRORE A COSENZA, TROVATO CANE MORTO APPESO A UNA RECINZIONE

ORRORE A COSENZA, TROVATO CANE MORTO APPESO A UNA RECINZIONE

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Un povero cane, appeso da una zampa ad un palo di una recinzione, per strada. È questo l’ennesimo, drammatico episodio di violenza consumatosi in Calabria, per la precisione a Campana (Cosenza), la terra divenuta famosa per il brutale assassinio di Angelo e di altri randagi come Billy. Come riporta QuiCosenza l’animale è stato trovato nei pressi della Statale 108 ter Silana di Cariati da un cittadino che ha segnalato l’accaduto al quotidiano cosentino: il quattrozampe sarebbe stato legato da vivo ma quando è stato rinvenuto il suo corpo era ormai in decomposizione. “Una scena terrificante – ha scritto – e per questo chiedo a tutti i responsabili del settore di prendere seri provvedimenti affinché una cosa così non si ripeta piu”.
“In Calabria -osserva Gisella Grande, delegata provinciale della Lega italiana per la Difesa degli animali e dell’Ambiente – il rispetto degli animali sembra essere cosa sconosciuta. Dopo le tristi storie che hanno visto protagonisti animali maltrattati e uccisi, adesso è la volta di un altri cane trovato senza vita a Campana, nella provincia di Cosenza, finito dopo esser stato appeso al palo di una recinzione. L’episodio, assolutamente deplorevole, merita di essere censurato non solo con le parole ma anche con i fatti, dando la giusta punizione a chi si è macchiato di un crimine così efferato. La Lega italiana per la Difesa degli Animalie dell’Ambiente, sezione di Cosenza, nel condannare con forza l’accaduto ripone la propria fiducia nelle forze dell’ordine competenti, impegnate perché il responsabile o i responsabili siano assicurati alla giustizia. Sollecita il sindaco del comune di Campana a prendere netta posizione sull’accaduto, adoperandosi affinché simili episodi non si verifichino più. La Lega italiana per la Difesa degli Animali e dell’Ambiente offre la propria disponibilità diretta all’assunzione di ogni iniziativa volta alla tutela e al rispetto degli animali”

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