INCENDI IN PIEMONTE, MAIL BOMBING ENPA ALLA REGIONE: STOP ALLA CACCIA

INCENDI IN PIEMONTE, MAIL BOMBING ENPA ALLA REGIONE: STOP ALLA CACCIA

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Palermo, 11 lug. (askanews) - Prosegue l'emergenza incendi in Sicilia. Vasti fronti di fuoco sono attivi da ieri nelle province di Enna, Messina e Trapani. Da San Vito Lo Capo ad Enna e Messina i canadair sono in azione. L'autostrada A19 Palermo-Catania, che era stata chiusa tra Caltanissetta ed Enna in entrambi i sensi di marcia è stata riaperta, mentre resta ancora sospesa la circolazione ferroviaria fra Villarosa ed Enna, sulla linea Catania-Fiumetorto-Palermo, dove alcune traverse in legno hanno subito un danneggiamento a seguito di un incendio vicino ai binari. Tra Caltanissetta Xirbi ed Enna è stato istituito il servizio sostitutivo con autobus. Numerose abitazioni e aziende sono state evacuate dai Vigili del fuoco che con il corpo forestale hanno lavorato per impedire alle fiamme di raggiungere case e un deposito di carburanti. La situazione più critica al momento è alle pendici di Calascibetta, con la vallata di Scaldaferro, sottoposta al vincolo paesaggistico, in fumo con abitazioni, aziende e capannoni. Greggi e animali selvatici morti tra le fiamme e linee elettriche e telefoniche gravemente danneggiate. Decine le persone salvate da vigili del fuoco, forestale, i carabinieri, polizia. Xpa

L’Ente Nazionale Protezione Animali ha lanciato un mail bombing attraverso la propria pagina Facebook per chiedere alla Regione la chiusura immediata della stagione venatoria. E’ inconcepibile che, mentre la regione chiede il riconoscimento dello stato di calamità, non si faccia nulla per tutelare gli animali, uccisi a milioni dalle fiamme e massacrati anche dai fucili dei cacciatori.

Il Piemonte è alle prese con una devastazione senza precedenti  che ha colpito boschi, animali, paesi, sicurezza delle persone, attività economiche con conseguenze gravissime e  durature. Per la fauna e la biodiversità sopravvissute alle fiamme  l’emergenza continuerà a lungo: intere generazioni di selvatici  stanziali perdute, cancellazione di ecosistemi preziosi per la sosta e l’alimentazione dei migratori. Dopo l’inferno, in Piemonte non può esserci altro se non il silenzio venatorio. Non bastano provvedimenti isolati e parziali che non proteggono gli spostamenti degli animali dopo la fuga, stremati come sono. Non è accettabile, anche per la coscienza collettiva, permettere che gli animali in fuga dalle fiamme o in cerca di acqua e cibo trovino ad aspettarli le bocche dei fucili.

Fermare le caccia è anche una misura di pubblica sicurezza, per evitare che le doppiette possano ostacolare o interferire con l’attività dei soccorritori ancora impegnati contro nello spegnimento dei roghi, ai quali va tutta la profonda gratitudine della nostra associazione.

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