PERÙ, LA STRAGE DEI DELFINI SPIAGGIATI: OLTRE 3MILA IN 3 MESI

PERÙ, LA STRAGE DEI DELFINI SPIAGGIATI: OLTRE 3MILA IN 3 MESI

66
CONDIVIDI
delfino.jpg

Probabile causa i sonar delle compagnie petrolifere

Un paesaggio di grande desolazione, in questo periodo, nelle spiagge peruviane. Negli ultimi tre mesi, sono stati ritrovati i cadaveri di più di 3.000 delfini. Soltanto negli ultimi giorni scoperte 481 nuove carcasse. Sembra dunque che la tendenza sia in fase di accelerazione. Gli abitanti delle città costiere hanno chiesto al governo di avviare un’inchiesta per approfondire le cause di questo decesso di massa.
I pescatori di Lambayeque, nel Nord del Perù, sono stati i primi a segnalare gli spiaggiamenti misteriosi. Da allora, sono stati trovati nella regione trenta animali morti al giorno. “Le compagnie petrolifere sono responsabili di questa ecatombe”, ha sbottato Carlos Yaipen dell’Organizzazione scientifica per la conservazione degli animali acquatici.
Di recente, l’azienda BPZ Energy ha iniziato delle ricerche per scoprire il petrolio sulle coste peruviane. Per arrivare agli eventuali pozzi sommersi, le compagnie usano delle onde sonore e i sonar. A prima vista, le onde sonore non sono nocive per gli animali, ma in realtà possono avere per loro delle conseguenze fatali. E i delfini non sono le uniche vittime, perché anche le foche e le balene possono essere disturbate da queste onde.
Nel 2003, i ricercatori della Zoological Society of London hanno studiato gli effetti dei sonar sottomarini. E hanno scoperto che nel sangue degli animali si formano delle microscopiche bolle di ossigeno: ecco che può allora svilupparsi la malattia da decompressione, detta anche dei cassoni. Ma c’è un’altra conseguenza: gli animali possono anche essere disorientati per via del sonar.

Commenti

commenti