RAVENNA, CATENE TROPPO CORTE E SENZ’ACQUA: L’ODISSEA DI 36 CANI

RAVENNA, CATENE TROPPO CORTE E SENZ’ACQUA: L’ODISSEA DI 36 CANI

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Per il proprietario dei meticci 8 mila euro di multa

Alcuni erano senz’acqua. Molti erano legati a catene troppo corte. Tanti altri non avevano il microchip di identificazione, ormai obbligatorio per legge. Ecco l’odissea di 36 cani, 34 adulti e due cuccioli, tutti di razza meticcia a Piangipane, una frazione di Ravenna.
Il Corpo Forestale dello Stato ha scoperto questa situazione in una struttura in aperta campagna. Le condizioni di igiene delle gabbie venivano rispettate. In compenso, non c’era il registro dei trattamenti sanitari. Ma soprattutto alcuni cuccioli non potevano dissetarsi, le catene non erano abbastanza lunghe e la maggior parte di loro non aveva il microchip di identificazione. L’uomo che si occupa degli animali dovrà pagare ottomila euro dopo che gli sono state addebitate 46 sanzioni.
Non è chiaro ancora se gli animali venissero utilizzati per la caccia, per la ricerca di tartufi o per altre attività. In questo senso proseguono gli accertamenti delle guardie forestali. Che, per compiere questa operazione, hanno lavorato con il supporto dei veterinari dell’Ausl (Azienda unità sanitaria locale) di Ravenna.
Il “custode” dei poveri meticci, scampato all’accusa di maltrattamento di animali, dovrà pagare comunque una multa salata perché le condizioni di vita per i cuccioli erano tutt’altro che salutari.
C’è un numero (1515) per contattare gli agenti forestali. Tutti i cittadini possono rivolgersi gratuitamente a loro per segnalare presunte attività illecite ai danni dell’ambiente e degli animali. (Foto Il Resto del Carlino).

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