A TUTTI GLI EROI DELLA QUOTIDIANITA'

A TUTTI GLI EROI DELLA QUOTIDIANITA'

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Mi capita spesso di soffermarmi a guardare online video che mostrano azioni eroiche in difesa degli animali, come le lotte di piccole imbarcazioni che cercano, a costo della loro incolumità, di contrastare la caccia indiscriminata delle baleniere, o volontari che partono in missione verso il Canada per disturbare i cacciatori di foche. La prima reazione di fronte a queste immagini è una sconfinata ammirazione per questi coraggiosi attivisti, persone che difendono il loro ideale e la giustizia mettendo in gioco tutto, anche la loro stessa vita. Non si limitano a teorizzare la liberazione animale, a invocare la fine dello specismo o gridare al mondo che l’uomo deve smettere di sfruttare gli altri esseri viventi per i suoi interessi, ma agiscono e si buttano in prima linea usando tutti gli strumenti in loro possesso per avvicinarsi a questi ambiti traguardi.
Subito dopo però penso che questo manipolo di impavidi è davvero sparuto in confronto al numero di tutti coloro che si professano “animalisti”, e coloro che possono fregiarsi di azioni davvero eroiche sono forse poche decine. Ecco quindi che subentra la frustrazione e la sensazione di “inutilità” che attanaglia chi si sente imprigionato nelle strette maglie della quotidianità che impediscono anche a chi è armato di passione e buona volontà di spiccare il volo, lasciando tutto in nome di un ideale, per fare davvero la differenza.
Ma l’errore sta proprio in questo senso di frustrazione e nell’errata convinzione che per essere eroi, e fare quindi “la differenza,” sia necessario incatenarsi alla balaustra di un palazzo e fare lo sciopero della fame.
“Sii il cambiamento che vuoi vedere avvenire nel mondo” diceva Gandhi…niente di più vero. Per vedere realizzato il proprio ideale, bisogna essere eroi nella quotidianità dei piccoli gesti. Il mondo non si cambia in pochi giorni e l’antropocentrismo è un nemico incredibilmente duro a morire, ma si può sconfiggere infliggendo tanti piccoli colpi che sommati possono intaccarne l’integrità. Non voltare la testa dall’altra parte di fronte alla sofferenza di un singolo animale, non significa salvare solo quell’animale, ma lottare per il rispetto della vita. Ed è questa la vera rivoluzione.
Ecco quindi che in momenti dell’anno particolarmente drammatici per gli animali, come la Pasqua, anche un atto semplice, come mostrare e spiegare ad un amico cosa c’è dietro ad un “innocuo” piatto di costolette d’agnello, FA la differenza: un agnello in più che potrà rimanere con la sua mamma.
A tutti gli eroi della quotidianità, buona Pasqua.
Alessandra Ferrari (Oipa)

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